Formazione
Fedele ai suoi obiettivi di divulgazione e pari accesso alla cultura, Pomigliano Jazz offre gratuitamente non solo concerti ma anche vari percorsi formativi: seminari di percussioni, laboratori di educazione al ritmo, workshop per musicisti, guide all’ascolto del jazz, laboratori creativi per bambini.
Il primo seminario di percussioni si tiene dal 10 al 15 luglio 2001, nel periodo della sesta edizione del Festival, presso la scuola dell’Infanzia Duchessa D’Aosta. Il seminario è rivolto ai bambini delle scuole elementari e medie ed ha come insegnante d’eccezione Famoudou Don Moye, il geniale percussionista e batterista dell’Art Ensemble of Chicago e di diverse altre formazioni.

Nel marzo 2002, nasce invece il laboratorio di educazione al ritmo, affidato a Maurizio Capone, l’estroso percussionista partenopeo leader e fondatore dei Bungt e Bangt. Il Laboratorio ha per tema le possibilità musicali offerte da materiali comuni ed oggetti di scarto e coinvolge 35 studenti dell’Istituto Comprensivo Pomigliano 2, all’interno del Parco Partenope, una periferia disagiata della città.
A partire dal 2003, i seminari di percussioni sono inseriti nella programmazione del Laboratorio come momenti di approfondimento. A Don Moye si affiancano come insegnanti lo stesso Capone e Baba Sissoko, abilissimo musicista del Mali e portavoce della cultura Djeli.
Le Guide all’ascolto del jazz si rivolgono inizialmente agli studenti delle scuole superiori di Pomigliano.
I primi seminari si tengono dal 22 al 30 gennaio 2000 e rientrano nella programmazione di Pomigliano Jazz Winter. Pieranunzi, Gatto, Pietropaoli, Bollani, Giammarco, Nastro, Deidda, Sferra, Di Sabatino: questi i musicisti che in tale occasione raccontano il jazz con suoni e parole.
Dal 2001, la programmazione dei seminari nelle scuole cittadine diventa annuale e coinvolge una lunga serie di musicisti campani. Il coordinamento è affidato a Francesco Nastro. I seminari mirano a far conoscere l’evoluzione del jazz, la carica culturale di cui è portatore, la sua influenza sulla musica contemporanea, le peculiarità della pratica jazzistica. Ogni argomento è affrontato tramite incontri propedeutici con giornalisti specializzati, attraverso ascolti, live performance, discussioni con i musicisti e con l’ausilio di audiovisivi e dispense di accompagnamento.

A partire dal 2004, le Guide all’ascolto sono inserite nel programmazione del Festival estivo. Gratuiti ed aperti a tutti, gli incontri sono curati da Francesco Nastro e dal giornalista e critico musicale Pietro Mazzone.
Nel 2004 le Guide si tengono presso la Biblioteca Comunale e vedono la partecipazione di Alfonso Deidda, Pietro Condorelli, Aldo Vigorito, Peppe La Pusata, Giulio Martino, Jerry Popolo e Famoudou Don Moye.
Nel 2005 le Guide si svolgono presso il Sound Cafè Jazz Club, adiacente al Parco Pubblico, e si avvalgono della partecipazione di Aldo Vigorito, Peppe La Pusata, Giulio Martino, Jerry Popolo, Claudio Romano, Fawzi Chekili, Famoudou Don Moye e Roscoe Mitchell.
Nel 2006 le Guide si tengono nuovamente presso il Sound Jazz Cafè e registrano gli interventi di molti degli artisti presenti in cartellone al Festival, tra cui John Surman e John Taylor, Giulio Martino, Claudio Romano, Aldo Vigorito e Avishai Cohen. Maggior spazio anche agli incontri tematici, tra cui quelli con i giornalisti Stefano De Stefano e Luigi Onori.
Nel 2007 le Guide trovano una location d’eccezione presso il Museo della Memoria di Pomigliano d’Arco, ex-rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale, nelle cui suggestive sale il Festival ospita anche l’installazione fotografica LIFE-SIZE-ACTS di Roberto Masotti. Gli interventi musicali sono affidati a Francesco Nastro, Tommaso Scannapieco e Claudio Romano. Gli incontri, inoltre, si impreziosiscono della straordinaria partecipazione di alcuni dei protagonisti della dodicesima edizione: Javier Girotto, il quintetto di Roy Hargrove, il quartetto di Horacio “El negro” Hernandez, il gruppo di Nils Petter Molvaer e Bill Laswell.
Anche le Guide 2008, di nuovo presso la Biblioteca Comunale, registrano grandi ospiti: la gloriosa ICP Orchestra, Randy Weston e Famoudou Don Moye, Maria Pia De Vito, Mario Raja, il giornalista Mario Gamba che qui presenta il suo libro “Gli ultraterrestri. Musiche della rivoluzione globale”. Gli altri musicisti presenti agli incontri, oltre al coordinatore Francesco Nastro, sono Marco Sannini, Giulio Martino, Vittorio Pepe, Aldo Vigorito e Claudio Romano.
Le Guide 2009, invece, presso il Museo della Memoria, diventano incontri tematici che prendono spunto da una serie di ricorrenze: il cinquantennale della morte di Billie Holiday; il quarantennale della pubblicazione di ”Kind of Blue”, capolavoro di Miles Davis; il ritorno periodico dell’opera di Chet Baker; il decennale della scomparsa di Michel Petrucciani. Gli interventi musicali sono affidati al solito Francesco Nastro, a Flavio Dapiran, Giulio Martino, Vittorio Pepe e Claudio Romano.
Le Guide all’ascolto 2009, inoltre, trovano una loro ideale estensione sul web. Pomigliano Jazz invita la rivista online Sound Contest, media partner del Festival, ad elaborare una serie di articoli dedicati agli artisti della quattordicesima edizione. Gli articoli, pubblicati sui siti pomiglianojazz.com e soundcontest.com, aiutano a conoscere meglio i musicisti e le loro produzioni parlando sia ai neofiti del jazz sia a chi invece ha più esperienza.
Da ricordare, infine, la felice esperienza del Corso di educazione e guida all’ascolto musicale per over 55, svoltosi a Castello di Cisterna tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006. Oltre che avvicinare altre fasce di popolazione alla musica, il corso persegue gli obiettivi di sperimentare nuove forme di comunicazione per stimolare spazi di discussione, confronto intergenerazionale, crescita ed integrazione sociale.
Pomigliano Jazz dedica spazio anche a workshop specialistici.
Al Festival 2005 fa tappa un Corso di Formazione per giovani musicisti jazz organizzato dall’ISMEZ Onlus - Istituto Nazionale per lo Sviluppo Musicale nel Mezzogiorno. L’Is Jazz Ensemble, questo il nome del Corso itinerante, è concepito in forma di workshop annuale o biennale ed è un laboratorio di scrittura musicale, di pratica esecutiva, interpretativa e d’improvvisazione. Oltre all’attività didattica, il Corso prevede anche la promozione dei giovani musicisti iscritti, attraverso l’inserimento in festival o stagioni concertistiche e l’incisione a fine Corso di un CD edito dall’ISMEZ Onlus a testimonianza del lavoro svolto. Uno dei moduli del corso si svolge nell’ambito del Festival. Pomigliano Jazz offre la possibilità, a musicisti e non, di assistere da spettatori alle lezioni e alle prove del modulo gratuitamente. Ai giovani musicisti locali, inoltre, è offerta, sempre senza alcun costo, la possibilità di partecipare, insieme agli iscritti al Corso annuale, al seminario specialistico tenuto dal sassofonista newyorchese David Alan Gross nell’ambito del workshop. I musicisti che negli incontri di Pomigliano hanno dimostrato particolare abilità hanno anche preso parte al concerto dell’Is Jazz Ensemble, con ospite lo stesso Alan Gross, tenutosi sabato 16 luglio.
L’esperienza dell’Is Jazz Ensemble si ripete anche in occasione del Festival 2006.
Ai moduli del Corso, ai seminari specialistici ed al concerto finale partecipano anche due studenti tunisini, grazie a due borse di studio messe a disposizione dall’Associazione Pomigliano Jazz, l’Ismez e il Cmam (Centro delle Musiche Arabe e Mediterranee) di Sidi Bou Said (Tunisia), nell’ambito di una partnership internazionale. E’ la stessa partnership a riportare al Festival, nel corpo docenti dei seminari e tra i solisti del concerto, anche il chitarrista tunisino Fawzi Chekili, che va ad affiancare Famoudou Don Moye e Kirk Lightsey. Ed è proprio in virtù di questa collaborazione che l’Ismez sceglie l’Africa come tema dei moduli didattici e del concerto del 15 luglio.

Altro vanto di Pomigliano Jazz sono i laboratori creativi per bambini.
Una prima esperienza si registra nel 2004, con il laboratorio A Bao A Qu. E’ questo il nome del quintetto composto da Francesco D’Errico, Marco Sannini, Marco Cappelli, Aldo Vigorito e Peppe La Pusata, alle prese con una trasposizione musicale jazz del visionario bestiario contenuto nel “Manuale di zoologia fantastica” di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero (“A Bao A Qu” è la prima creatura descritta nel Manuale). Il laboratorio si tiene nei primi giorni di giugno presso la scuola elementare Buonpensiero dell’Istituto Comprensivo Pomigliano 2 ed è coordinato da alcuni componenti del gruppo e da esperti dell’Associazione Pomigliano Jazz. Venti bambini disegnano gli animali fantastici ascoltando contemporaneamente le letture del Manuale e i brani degli A Bao A Qu. Le opere dei bambini sono poi proiettate sui megaschermi del palco centrale durante il concerto del quintetto, cui si unisce anche Sonia Prota alla recitazione.
Nel 2005, in occasione della decima edizione del Festival, inizia il percorso L’Arte che suona, laboratori creativi destinati ai bambini dei campi scuola cittadini, gratuiti, organizzati in collaborazione con la Fondazione Pomigliano Infanzia. Le attività si svolgono ogni anno, negli stessi giorni della rassegna estiva, in orario pomeridiano, nell’invaso del Parco Pubblico.
Nutrire l’immaginazione e la creatività, far percepire la possibilità di molteplici punti di vista, avvicinare i bambini alla musica in modo naturale: sono queste le principali finalità di questi originali laboratori.
I Laboratori 2005 sono coordinati dall’artista Salvatore Ravo e da Elena Ceravolo, esperta in didattica dell’arte contemporanea. All’ideazione del progetto partecipano inoltre l’insegnante Rosa Toscano e Maurizio Capone.
Il percorso didattico previsto si fonda sulla contaminazione dei linguaggi artistici di musica, scultura e pittura. Sulle note del jazz, i bambini si cimentano nell’invenzione e nella costruzione di “sculture sonore”: smembrando ed assemblando oggetti d’uso quotidiano, sono realizzate fantasiose sculture che possano fungere anche da strumenti musicali. La musica jazz serve da ispirazione anche per composizioni pittoriche istintive ed improvvisate: i movimenti musicali diventano movimenti di colore, il colore diventa segno.
Anche i Laboratori 2006, affidati nuovamente a Salvatore Ravo ed Elena Ceravolo, si fondano sulla contaminazione dei linguaggi artistici di musica, scultura e pittura. Ascoltando jazz, i bambini si divertono a realizzare grandi “libri sonori”, installazioni nelle quali entrare, suonare, giocare e raccontare. Agli incontri prende parte anche Pau Morales, giovane ed eclettico artista catalano, ospite del Festival.
I Laboratori 2007 sono diretti da Elena Ceravolo ed ospitano ancora una volta l’artista catalano Pau Morales. I bambini sono impegnati nell’ascolto e nell’analisi di tracce ritmico-musicali e di rumori, nella successiva ricerca di movimenti gestuali che possano “descrivere” i suoni individuati, infine nella “traduzione” dei gesti in segni grafico-pittorici. Tutto in una dimensione ludica e di condivisione sociale.
I Laboratori 2008, diretti nuovamente da Elena Ceravolo, sono dedicati ai temi del riciclo e del riuso: i bambini sono impegnati nel costruire strumenti musicali utilizzando oggetti di scarto, per poi improvvisare una fantasiosa e colorata big band.
I Laboratori 2009, con Elena Ceravolo confermata al coordinamento, riprendono invece la traccia dell’edizione 2006. Le attività prevedono l’ascolto ed il riconoscimento guidato di suoni e rumori da cui prendere ispirazione per esprimersi in azioni gestuali ed elaborati pittorici. Le creazioni dei bambini sono infine assemblate in un’unica installazione tridimensionale dai mille colori e dalle imprevedibili forme.

Pomigliano Jazz guarda anche al settore dell’alta formazione.
Nel 2007 l’Associazione Pomigliano Jazz è impegnata nell’organizzazione di un Master in “Management degli eventi e dei prodotti musicali, teatrali e cinematografici”, finanziato dal Fondo Sociale Europeo attraverso il POR Campania. Si tratta di un corso di alta formazione per 15 figure professionali dei settori della musica e della cultura ed è realizzato con alcuni professori ed esperti dell’Università Federico II di Napoli. Nell’attuazione del Corso, inoltre, l’Associazione si avvale della collaborazione di vari partner, tra cui Egea, nota casa discografica di Perugia, la società di comunicazione HUB ed il Teatro Mercadante di Napoli.





