ANFITEATRO ROMANO DI AVELLA

Anfiteatro di Avella Pomigliano Jazz

Ad est, non molto lontano dal centro abitato di Avella, sorge l’Anfiteatro della città antica: Abella osca, che fu poi etrusca, e sannita, per passare infine sotto la protezione di Roma. Simile per dimensioni all’anfiteatro di Pompei, fu costruito nel I Secolo a.C. sui resti di vecchie abitazioni sannitiche.

Edificata in opus reticulatum di tufo, la struttura fu appoggiata all’angolo sud-orientale delle mura, sfruttando il pendio naturale; la parte meridionale poggia su grosse costruzioni a volta, mentre l’arena si sviluppa sotto il livello circostante. I resti dell’anfiteatro permettono di ricostruirne con precisione la forma originaria, raffigurata schematicamente anche sul fianco di una base onoraria di età imperiale. Si sono ben conservati i due vomitorii principali nell’asse maggiore dell’ellisse (itinera magna) con i relativi ambienti laterali, il podio che divideva la curva dall’arena, e i sedili in tufo dell’ima cavea, interrotti in corrispondenza dell’asse minore da podii (tribunali). Nel periodo tardo-imperiale furono avviati dei lavori di ampliamento, con la costruzione di nuove stalle, abbandonati poi nei successivi secoli di decadenza delle antiche istituzioni romane.

L’antica Abella – il cui abitato in età sannitica e romana coincideva in parte col nucleo più orientale dell’attuale centro storico – è stata una vivace città campana, superata per importanza, nella zona, solo dalla vicina Nola. Sorse infatti lungo la direttrice che collegava (e tuttora collega) la pianura Campana con la valle del Sabato e il Sannio Irpino. Questa favorevole posizione, unita alla coltivazione della pregiata nux Abellana (nocciola) – da cui deriva la parola spagnola “avellana” che vuol dire appunto nocciola – hanno costituito per secoli la principale risorsa economica, che si aggiungeva allo sfruttamento dei boschi circostanti e all’allevamento nelle zone più alte.

In collina, nei pressi del fiume Clanis, sorge il complesso monumentale del Castello-fortezza di San Michele, che prende il nome dall’arcangelo venerato dai Longobardi (dopo la loro conversione). In posizione strategica – ideale a controllare il territorio circostante – l’antico castello è circondato da due cinte murarie situate a diverse quote, che si ricongiungono sul lato settentrionale, alla base della rocca. Della prima cinta, di epoca longobarda, a pianta ellittica, sono rimaste 10 semitorri. La seconda cinta, forse di epoca normanna (XII secolo circa), a pianta poligonale, ha 9 torri e una porta carraia. Tra le due cinte murarie sorgono i resti di strutture abitative. Luogo di grande suggestione, è uno dei complessi medievali più rilevanti della Campania; alle sue spalle, i monti di Avella separano la zona avellano-baianese dalla Valle Caudina.

L’area archeologica della Necropoli di Avella sorge lungo l’asse viario che, uscendo dall’antica città, conduceva a ovest verso la pianura campana. Il sito comprende quattro monumentali mausolei funerari, recintati, risalenti all’epoca tardo-repubblicana e alla prima età imperiale. Le strutture – realizzate in opus incerta o reticolata, con inserti di laterizio – riprendono le tipologie di necropoli campane, da Pozzuoli a Pompei: corpo quadrato (con o senza camera sepolcrale) sormontato da un’edicola o da un piano superiore circolare o poligonale, terminato da una cuspide. I mausolei appartenevano evidentemente alle famiglie nobili del luogo; in uno dei monumenti è stata ritrovata anche la testa, ritratto del defunto, in calcare locale, dell’inizio dell’età imperiale.

Indicazioni Stradali per raggiungere l’Anfiteatro di Avella (AV)


Da Nord (provenienza Roma) ad Anfiteatro di Avella, Via Pasquale Vittoria 58, Avella (AV) (1 km distante da Anfiteatro)

Da Sud (provenienza Salerno) ad Anfiteatro di Avella, Via Pasquale Vittoria 58, Avella (AV) (1 km distante da Anfiteatro)

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