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BUGGE WESSELTOLFT: IO E LA NUOVA MUSICA DEL FUTURO CHE IN REALTÀ NON ESISTE!

Intervista Bugge Wesseltoft per Pomigliano Jazz

Scambio di battute con BUGGE WESSELTOFT, il profeta ambasciatore del “nu jazz” scandinavo che insieme a CHRISTIAN PROMMER si esibirà, sabato 17 settembre, sul palco del Parco delle Acque di Pomigliano per la XXI edizione del Pomigliano Jazz in Campania. Il noto pianista, compositore e produttore norvegese racconta e presenta il suo progetto con Prommer; analizza in retrospettiva il successo del seminale album “New Conception Of Jazz”; esalta le possibilità espressive del jazz e dell’improvvisazione coniugati all’elettronica e soprattutto spiega perché l’idea di una “nuova musica per il futuro” sia solo un’illusione!

Iniziamo dal tuo progetto in duo con Christian Prommer, ospite al Pomigliano Jazz in Campania 2016. Puoi dirmi com’è nato, specificando anche in dettaglio ruoli e obiettivi? Inoltre su che su tipo di sonorità lavorate e cosa si potrà attendere il pubblico del festival dal vostro concerto?

Ho il piacere di conoscere e lavorare con Christian da un paio d’anni. Abbiamo iniziato e presentato il progetto qui in Italia, a una rassegna organizzata a Genova. Da allora abbiamo fatto altri sette concerti. Per il momento si tratta solo di una collaborazione dal vivo. Non so dirti se avrà anche un battesimo discografico. Credo però che la combinazione tra di noi sia veramente interessante e vincente. Christian viene dalla musica elettronica ed è un bravo batterista; io invece provengo dalla musica jazz, suono il piano e sono interessaro alla musica elettronica. Insieme sperimentiamo e improvvisiamo usando il jazz, effetti digitali, suoni acustici, beats e soundscapes.

Da poco è ricorso ed è stato celebrato il ventesimo anniversario di “New Conception Of Jazz”. Come vedi quell’intuizione e quell’istanza rivoluzionarie rispetto a ciò che suoni o ai progetti in cui sei coinvolto oggi?

Cerco ancora di inseguire il sogno di “New Conception Of Jazz”, il suo significato. Oggi per me resta fondamentale la fusione tra jazz e musica elettronica. Penso di aver portato ancora oltre il rinnovamento della mia musica nel corso di questi vent’anni, grazie soprattutto a tutti i fantastici artisti con cui ho avuto la fortuna di collaborare. Anche il gran numero di concerti effettuati in giro per il mondo ha contribuito a migliorare il concetto che sta alla base di “New Conception Of Jazz”.

L’improvvisazione. Quanto diversi possono essere il valore e l’approccio di questa prassi quando interagiscono con il jazz e la musica elettronica?

Tutti sanno che il jazz è sempre stato sinonimo di improvvisazione. Per la musica elettronica la questione è invece storicamente diversa. Tecnicamente, in passato, è stato un genere di musica che non poteva evitare d’essere preparato e programmato ma con la tecnologia a disposizione oggi è assolutamente possibile improvvisarci sopra come quando suoni jazz. Puoi usare campionamenti dal vivo, laptop e manipolare il suono e gli effetti in tempo reale. Adoro fare tutto ciò!

La scena musicale scandinava. Quanto è cresciuta e si è evoluta rispetto al passato?

Come la maggior parte della musica anche la scena nordica è in continuo fermento. Ci sono molti altri nuovi interpreti e gruppi di artisti che contribuiscono con nuove idee. Questo è un bene. La musica e l’arte sono destinate a morire nel minuto in cui cessano di riflettere il mondo contemporaneo in cui agiscono e che le circonda.

Potresti darmi la tua definzione di musica “buona, innovativa e coraggiosa”?

Domanda piuttosto difficile. Tuttavia posso dirti che ammiro e apprezzo tutti i tipi di musica che nascono da una combinazione di cuore, anima e cervello. La mia esperienza mi ha fatto scoprire che tutta la cosiddetta musica “mainstream” deriva in reltà dalla musica underground e da quella più ostica e sperimentale. Detto in altre parole: la musica “innovativa” non esiste e neanche la nuova “musica del futuro”.

Quali sono attualmente i tuoi interessi, le tue influenze e i tuoi ascolti preferiti?

Al momento sto ascoltanto cose interessanti realizzate in aree del mondo dove è piuttosto difficile fare musica o occuparsi di musica come qui da noi in Occidente. Roba forte proveniente da posti quali Siria, Iran, Libano, Egitto e Marocco. Ottimi esperimenti di fusione tra musica tradizionale e musica elettronica. Trovo assolutamente fantastico Islam Chipsy, un DJ egiziano de Il Cairo.

Progetti e piani per il futuro?

Sto occupandomi di un album retrospettivo che documenterà cose e collaborazioni fatte in questi ultimi vent’anni. Sarà fuori il prossimo autunno. Comprenderà materiale inedito, nuove registrazioni e nuove rielaborazioni dei principali progetti di cui mi sono occupato nel corso del tempo. Sono tracce di cui vado molto orgoglioso e mi auguro che piacciano al pubblico e ai miei fan. Dentro ci troverete Dhafe Yousseff, Henrik Schwarz, Joshue Redman, Mari Boine, Sidsel Endresen, Greg Hutchinson e molti altri.

Intervista e traduzione a cura di Olindo Fortino – Sound Contest Music Magazine

Bugge Wesseltoft piano, tastiere, elettronica
Christian Prommer batteria, percussioni, elettronica

BUGGE WESSELTOFT – CHRISTIAN PROMMER
Sabato 17 settembre, ore 20
Parco delle Acque – Pomigliano d’Arco (NA)
Ingresso gratuito

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