Charles Lloyd

foto di Charles Lloyd

CHARLES LLOYD

Nato a Memphis (Tennessee), entrò subito in contatto con l’ambiente musicale della sua città. Iniziò a suonare il sassofono all’età di nove anni prendendo lezioni dal pianista Phineas Newborn. Nel 1956 Lloyd si trasferì a Los Angeles dove completò gli studi musicali presso la University of Southern California. In questo periodo continuò l’attività concertistica militando nella big band di Gerald Wilson. Dal 1960 al 1963 suonò nell’orchestra del batterista Chico Hamilton diventandone anche il direttore musicale. Sebbene quella formazione fosse nota per suonare un jazz cameristico, tipico della West Coast, la presenza di Lloyd come arrangiatore, compositore e strumentista portò rapidamente la band verso un linguaggio più aperto alle influenze post-bop. Il principale collaboratore di Lloyd all’interno dell’orchestra fu il chitarrista Gábor Szabó. Nel 1964 Lloyd lasciò la formazione di Hamilton per suonare con il contraltista Cannonball Adderley. In questo periodo incise due album come leader per la Columbia Records in collaborazione con alcuni giovani musicisti fra i quali spiccano i nomi di Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams.

Nel biennio 1966-1968 Lloyd guidò un quartetto in cui comparivano il pianista Keith Jarrett, il contrabassista Cecil McBee (successivamente sostituito da Ron McClure), ed il batterista Jack De Johnette. Il gruppo fu un importante vetrina per il giovanissimo Jarrett e fu anche l’occasione in cui questi conobbe De Johnette con cui sarebbe nato, anni dopo, un lunghissimo sodalizio. La musica del quartetto era una interessante fusione di linguaggi: dal post-bop al free jazz al soul jazz. Il gruppo ottenne rapidamente un ampio consenso sia di pubblico che di critica riuscendo, inaspettatamente, ad oltrepassare i confini dell’ambiente jazzistico fino a conquistare fasce di pubblico normalmente interessate ad altri generi musicali e diventando il primo gruppo jazz ad esibirsi al Fillmore. Il disco “Forest Flower”, prodotto dalla etichetta Atlantic Records, ebbe un ampio successo commerciale, trainato dal brano che dà il titolo all’album.

Nel 1968, dopo lo scioglimento del quartetto, Lloyd si pose gradualmente ai margini delle scene. Durante gli anni Settanta, nonostante la pubblicazione di alcuni album e le occasionali partecipazioni come sideman scomparve in pratica dalla scena del jazz. In quel periodo avviò una collaborazione con i Beach Boys sia per quanto riguarda le incisioni in studio che nelle esibizioni dal vivo. Alla fine degli anni Settanta fece parte dei Celebration, un gruppo composto da ex membri della band che accompagnava i live dei Beach Boys. I Celebration incisero due album. Si segnalano anche alcune collaborazioni con importanti gruppi del panorama pop rock dell’epoca come i Doors (Lloyd compare in due tracce dell’album “Full Circle” del 1972) e i Canned Heat.

All’inizio degli anni Ottanta (secondo alcuni grazie all’incontro con il pianista Michel Petrucciani) Lloyd si ripresentò sulla ribalta della scena jazz. A partire dal 1989, avviò un’intensa attività concertistica firmando contemporaneamente un contratto con la prestigiosa etichetta tedesca ECM. Sebbene il suo stile non abbia subito significativi cambiamenti rispetto all’epoca del grande successo i nuovi lavori di Lloyd mostrano un musicista ancora propositivo, con una voce tuttora personale e riconoscibile, seppure con un suono più morbido e scuro e un fraseggio ritimicamente meno propulsivo di un tempo. Tra gli ultimi album si segnalano “Canto” (con Bobo Stenson, Anders Jormin e Billy Hart) “Voice in the Night” (con John Abercrombie, Dave Holland e Billy Higgins), “The Water Is Wide” (con Brad Mehldau, John Abercrombie, Larry Grenadier e Billy Higgins) e “Lift Every Voice” (con Geri Allen, Bob Hurst, Eric Harland). 

 

MARVIN SEWELL

Marvin Sewell è un chitarrista blues / jazz, che All About Jazz ha definito forse “il più grande chitarrista di cui non hai mai sentito parlare”. È nato e cresciuto a Chicago, dove ha frequentato il Chicago Musical College alla Roosevelt University. Nella sua città si è cimentato con vari stili, dal blues al gospel dal rock alla fusion. A New York, qualche anno dopo, incrocia la sua sei corde con il jazz. E qui inizia a lavorare con il batterista Jack Dejohnette e allo stesso tempo, suonava con la violoncellista Diedre Murray e il bassista Fred Hopkins. La sua crescita stilistica e artistica lo porta poi al fianco di musicisti come David Sandborn, Marcus Miller, Jorge Sylvester, Greg Osby, Joe Lovano, George Benson, Sekou Sanidiata, Peter Herborn, Sekou Sandiata, Ani Difranco e molti altri. Per sei anni al fianco di Cassandra Wilson con la quale ha inciso l’ottimo “Traveling Miles” (1997), scrivendo a quattro il brano “Right Here Right Now”. Oggi, Marvin trascorre la maggior parte del suo tempo a scrivere musica per la sua band, The Marvin Sewell Group. 

 

REUBEN ROGERS

Reuben Rogers è uno dei migliori contrabbassisti americani degli ultimi anni. Tra le sue collaborazioni spiccano in particolare la militanza nel gruppo di Joshua Redman, con cui ha inciso numerosi dischi tra cui lo splendido “Beyond” con Aaron Goldberg ed Eric Harland, e quella nel gruppo di Dianne Reeves. Reuben Rogers ha inoltre suonato e inciso tra gli altri con Nicholas Payton, Peter Martin, Mark Turner, Kurt Rosenwinkel, Roy Hargrove e Antonio Hart. 

Classe 1974, cresciuto nelle Isole Vergini, nei suoi anni formativi Rogers si è nutrito di tanti generi musicali dal calypso, al reggae, al gospel e naturalmente il jazz. Dopo aver provato diversi strumenti musicali (clarinetto, pianoforte, batteria) a 14 trova la sua dimensione nel suono del basso prima e del contrabbasso poi. Scuole e borse di studio formano la sua preparazione e a 17 anni è già in tour con il trio di Marcus Roberts. Nella sua carriera ha diviso il palco e lo studio di registrazioni con nomi prestigiosi del jazz, da Wynton Marsalis a Roy Hargrove, Joshua Redman, Nicholas Payton, Mulgrew Miller, Jackie McLean, Dianne Reeves e ovviamente Charles Lloyd.

Tra le sue caratteristiche umane, quella di essere impegnano nel sostegno delle arti nelle Isole Vergini, dove ritorna quando i suoi impegni glielo permettono. Qui organizza seminari musicali nelle scuole locali e concerti per la raccolta di fondi a beneficio dell’educazione dei giovani dell’isola. 

 

ERIC HARLAND

Il batterista Eric Harland è considerato tra i migliori giovani drummers internazionali. Quarantatré anni, texano di Houston, il suo drumming è stato al servizio dei più grandi jazzisti da McCoy Tyner a Joe Henderson, passando per Michael Brecker, Terence Blanchard, Branford e Wynton Marsalis, Wayne Shorter, Bill Cosby e naturalmente Charles Lloyd. Attraverso i suoi lunghi viaggi, Harland ha capito che “il segreto più profondo è che la vita non è un processo di scoperta, ma un processo di creazione”. Per questo motivo il suo drumming contribuisce sempre a creare la più alta esperienza musicale in modo che ogni ascoltatore possa avere una visione musicale originale e completa. Ha iniziato la sua carriera da professionista nel ‘93 suonando nella sua città diplomandosi alla High School for the Performing and Visual Arts, dove hanno studiato molti designer importanti.

 

CHARLES LLOYD quartet
domenica 28 luglio concerto al tramontoCratere del Vesuvio

FORMAZIONE
Charles Lloyd: sax tenore, flauto
Marvin Sewell: chitarra acustica
Reuben Rogers: contrabbasso
Eric Harland: piccole percussioni

argomenti correlati:

 
Share Button