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Enzo Avitabile: il mio inno al Vesuvio

Intervista Enzo Avitabile

Per l’edizione 2016 del festival Pomigliano Jazz ha previsto due appuntamenti a firma di Enzo Avitabile, una sorta di carta bianca data all’artista per la realizzazione di due produzioni inedite, la prima al Cratere del Vesuvio e l’altra al Parco Delle Acque di Pomigliano con l’Orchestra Napoletana di Jazz di Mario Raja.

I concerti al Vesuvio sono di solito molto raccolti, sostanzialmente acustici, per la necessità di prevenire l’inquinamento sonoro del luogo. Ecco come Avitabile ci presenta il suo progetto “vesuviano”.

Il titolo Vesuvius Ascension è un omaggio al capolavoro “Ascension” di John Coltrane che quest’anno compie 50 anni. Sarà un concerto molto particolare, naturalmente non ci saranno strumenti a percussione, io suonerò uno strumento particolare che ho fatto costruire apposta, poi ci sarà Ashraf Sharif Khan al sitar, un musicista molto bravo con cui ho fatto molti lavori e concerti, Gianluigi Di Fenza, che è il chitarrista che suona costantemente con me e con cui ho condiviso molti lavori, e poi ci sarà Rino Zurzolo, con cui ho condiviso anche una parte della mia vita dal primo disco con Pino Daniele. Sarà un concerto che tenderà ad andare oltre gli argini della struttura, in cui ci sarà un recupero del suono; sarà un concerto minimale, una sorta di preghiera quasi mantrica dedicata all’amico-nemico Vesuvio, come uno di famiglia, un vicino, un’immagine, una consapevolezza, senza le quali non potremmo vivere. Sarà un concerto meditativo, inconsueto, non mi piace entrare nelle definizioni, ma saranno brani originali e inconsueti, alcuni dei quali inediti. In questo progetto ritrovo il mio modo di intendere il jazz, una sorta di ricerca come era alle origini, quando il jazz si chiamava “new time”, e si avvale degli ambiti altrui un suono che diviene giorno per giorno, con la ricerca di nuovi linguaggi, con una contaminazione felice, la creazione di un suono che trascende se stesso.

 

Enzo, tu hai avuto un’evoluzione artistica singolare; solitamente gli artisti partono dalla musica della propria tradizione per poi allargarsi alla musica proveniente da oltreoceano, tu invece, all’inizio della tua carriera sei partito subito dal blues, dal funky e dal jazz e poi sei tornato verso la musica popolare, le armonie mediterranee, per arrivare al concetto di word music…

C’è una motivazione sociologica, io sono nato a Marianella, in un territorio povero e svantaggiato, dove l’unico elemento di diffusione della musica era un juke box da cui uscivano suoni “amici” come quelli di James Brown, Randy Crawford, Tina Turner, Richie Havens. È naturale che i sogni di bambino erano di imparare a suonare gli strumenti e incontrare i personaggi che uscivano da questa scatola magica, come la chitarra di Jimi Hendrix o il sax di Junior Walker. Grazie a Dio, nella prima parte della mia vita, sono riuscito a realizzare il sogno di imparare la lezione e di andare a verificarla con i maestri. Col tempo però mi sono reso conto che avevo bisogno di trovare una forma espressiva mia, originale e riconoscibile, attraverso il recupero ed il contatto della mia tradizione, il recupero della parola nel mio dialetto, della scala napoletana, del gesto e della danza come elemento di partecipazione.

 

Invece l’Orchestra Napoletana di Jazz diretta da Mario Raja è solitamente molto più “chiassosa” e ricca di fantasie e di armonie. Cosa stai progettando con l’amico Mario Raja?

A Pomigliano invece, con l’Orchestra e con Mario, avrò l’opportunità di rifare alcune cose mie, a cui sono arrivato oggi, nella forma e nella struttura di una grande orchestra jazz. Quello che è stato un tempo il passato con gli occhi del futuro, oggi è il futuro con gli occhi del passato. Per questo abbiamo dato il titolo Jazz Song, che dall’inglese significa “Canzone Jazz” ma dal napoletano significa “Sono Jazz”… Racconterò la mia storia dall’inizio ma stranamente ci sarà anche un momento di devozione alla Madonna, ci sarà dentro tutta la mia inquietudine musicale, contrariamente al palcoscenico del Vesuvio, dove il suono sarà molto più evocativo, sarà una possibilità di comunicare da cuore a cuore, oltre i confini. Il suono ti lascia comprendere sensazioni senza suggerire direttamente le parole. Ciascuno ne farà un suo percorso interiore.

 

Tu sei sia performer in palcoscenico che autore, fai moltissimi concerti ma passi anche molto tempo a studiare e a comporre, quale tipo di attività preferisci?

Beh, io nasco sassofonista, divento necessariamente flautista perché a quei tempi non c’era il sassofono in conservatorio, sono autore delle mie parole, compositore delle mie musiche, interprete perché canto le mie composizioni. Non c’è una vera e propria priorità nei ruoli, se non avessi l’esperienza nazional-popolare con i Bottari non avrei l’inquietudine di fare ricerca, se non facessi ricerca non avrei l’ispirazione di scrivere opere “sinfoniche”, concerti teatrali come “Bestemmia d’amore” con Pippo Del Bono o colonne sonore, come quella che ho scritto recentemente per il film “Indivisibili”, di Eduardo De Angelis, presente in questi giorni al Festival di Venezia. Sono le varie facce del nostro mestiere, che ho preso a prestito dai grandi maestri del passato…

 

È la prima volta che partecipi al Pomigliano Jazz. Hai qualche sensazione o qualche aspettativa particolare per questa nuova esperienza?

Si, è la prima volta, ma conosco Onofrio Piccolo da moltissimi anni e ho sempre seguito da vicino lo svolgimento dei festival. Sono veramente felice di entrare nel progetto di Pomigliano con queste due proposte che sono profondamente “autentiche”, o almeno, alla base di tutto, io tengo ad essere autentico, poi quello che arriva dipenderà anche molto dalla partecipazione del pubblico e, siccome io sono molto cattolico, dall’aiuto di Dio.

 

Intervista a cura di Maurizio SpennatoSound Contest – Musica e altri linguaggi

 

ENZO AVITABILE
VESUVIUS ASCENSION | ILLUMINARE NON BRUCIARE

Mercoledì 14 settembre, concerto al tramonto dalle ore 16 
Cratere del Vesuvio – Ercolano (NA)

Posto unico 25 euro + prevendita

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ENZO AVITABILE Jazz Song
con ONJ ORCHESTRA NAPOLETANA DI JAZZ
diretta da MARIO RAJA  

Domenica 18 settembre, ore 20.30
Parco delle Acque – Pomigliano D’Arco (Na)

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