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Leonardo de Lorenzo: l’espressione della “Musica totale”

Leonardo de Lorenzo Pomigliano

Leonardo De Lorenzo è un batterista e compositore onnivoro, al quale piace utilizzare il termine “musica totale”. La sua proficua attività concertistica è strettamente connessa a un interesse per le tematiche sociali del mondo attuale. Peculiarità, questa, che lo rende un artista intellettualmente ricco, a tutto tondo, dall’animo nobile. Venerdì 28 luglio, al Parco delle Acque, sarà protagonista con il suo trio completato da Ergio Valente (pianoforte) e Gianfranco Coppola (contrabbasso) per la XXII edizione del Pomigliano Jazz in Campania, dove presenterà il nuovo progetto intitolato The Ugly Duckling.

Batterista e compositore. Questo binomio segue un’unica direzione?

Oggi sì. Scrivo la musica che voglio suonare con la batteria, ma cerco anche di discostarmi dagli automatismi, cercando soluzioni non troppo familiari, spesso scrivendo musica drumless. Diciamo che i due aspetti sono complementari e ormai non posso fare a meno di batteria e pianoforte.

Ti occupi prevalentemente di jazz, ma i tuoi orizzonti musicali si allargano costantemente anche verso altri generi, come ad esempio la musica popolare. La tua ampia visione artistica è frutto di curiosità e desiderio ardente di esplorare sempre nuovi territori sonori?

Ascolto di tutto, da sempre. Sono cresciuto con la musica rock. Poi con il progressive, che ai miei tempi si chiamava rock sinfonico, ma anche con un determinato tipo di musica etnica. Sono un appassionato di ritmi e musica dell’Africa occidentale. Il jazz stesso, del resto, è il risultato di incontri tra etnie e culture di svariati angoli del mondo. Mi piace sempre più parlare di “musica totale”.

Nel corso del tuo excursus ti sei interessato anche al teatro. Come e quando hai intrapreso la collaborazione in ambito teatrale?

Ho lavorato per molti anni in un carcere, dove insegnavo musica e collaboravo con la mia amica Antonella Monetti, attrice e regista napoletana. In quell’ambito ho imparato tante cose e ho acquisito competenze che mi hanno aiutato molto nelle successive collaborazioni teatrali, sia come musicista che come compositore.

L’attività didattica è parte integrante della tua vita. In che modo ti interfacci con questa realtà?

Nella didattica cerco di essere vero. Puoi insegnare realmente solo quello che sai ed io, più che un insegnante di musica, mi considero un istruttore di batteria. Ho scritto tre libri didattici per tamburo che riportano l’essenza del mio pensiero batteristico-ritmico e mi piace molto diffonderli in giro con masterclass e clinic, dove posso davvero esplicare il mio modo di pensare attraverso l’utilizzo dello strumento.

Oltre che brillante batterista e creativo compositore, sei un uomo estremamente attento alle problematiche sociali attuali. Esiste un filo conduttore che congiunge la tua espressione musicale con le tematiche del mondo odierno?

Sicuramente è un’attitudine, ma credo sia anche un dovere. I musicisti, ma più in generale gli artisti, sono persone diverse, rappresentano le antenne della società. Sanno guardarsi attorno e raccontare quello che prima hanno visto e poi metabolizzato. Gli artisti, volente o nolente, sono vettori di cultura, di messaggi sociali e politici (penso alla Polis greca). Spendere un po’ della propria attività artistica in azioni sociali credo sia un obbligo, ma per me è anche un piacere.

Venerdì 28 luglio, in programma per la XXII edizione del “Pomigliano Jazz in Campania”, presenterai con Ergio Valente (pianoforte) e Gianfranco Coppola (contrabbasso) la tua nuova creatura discografica, intitolata “The Ugly Duckling”, che uscirà proprio in concomitanza con il tuo concerto al festival. Questo CD ha la particolarità di essere stato registrato rigorosamente dal vivo, con il pubblico seduto in sala. Quali sono stati i pro e i contro di questa incisione così singolare?

Prima di tutto voglio dire che per me, suonare a Pomigliano, è una soddisfazione fantastica. Ho già partecipato in due o tre edizioni, l’ultima credo nel 2006, ma sempre come sideman. Questa volta presento un mio lavoro e credo che si possa capire quanto sia alto il livello emozionale. Avevo voglia di scrivere e registrare un nuovo disco che suonasse molto “jazz”, moderno, con rimandi al mio mood preferito, ossia quello newyorchese. E credo di esserci riuscito. Un disco in trio inciso rigorosamente dal vivo con il pubblico in sala, grazie all’organizzazione di un evento chiamato “Meet & Reel”. Oltretutto, abbiamo registrato a bobine su un vecchio studer 24 piste. Insomma, un disco molto particolare che uscirà per l’etichetta “Soundfly” di Bruno Savino. I pro sono quelli di un livello emotivo identico, se non addirittura superiore, ad un normale live. Il pubblico era attento ed educatissimo, composto da grandi appassionati di jazz. L’energia in sala era incredibile. Invece, per quanto concerne i contro, si pagava l’errore con una nuova esecuzione del brano. Niente editing e nessun trucco. Sono felice.

Intervista a cura di Stefano Dentice – Sound Contest – Musica e altri linguaggi

LEONARDO DE LORENZO TRIO | The Ugly Duckling
Venerdì 28 luglio 2017, ore 21:00
Parco delle Acque di Pomigliano d’Arco (NA)

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