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LUCA AQUINO: ANTICHE MEMORIE PER NUOVI RIVERBERI

Solis string quartet Aquino Brugnano

LUCA AQUINO racconta in questa intervista la sua nuova avventura musicale insieme al Solis String Quartet e al batterista Gianluca Brugnano; come suonerà “Vesevus”, l’appuntamento in programma domenica 11 settembre (al tramonto) nella straordinaria scenografia naturale dei Conetti vulcanici del Carcavone a Pollena Trocchia; cosa pensa di Pomigliano Jazz in Campania giunto alla sua XXI edizione;infine, di sogni mediorientali diventati realtà e nuove sfide in cantiere nell’immediato avvenire.

 

Luca, come, quando e perché nasce “Vesevus”? Dopo “OverDOORS” sei riuscito ancora a spiazzare il tuo pubblico…

E’ stato Gerardo Morrone, violista del Solis String Quartet, a contattarmi un anno fa e a propormi l’idea di questo bellissimo progetto, reso unico dalla presenza di uno dei miei batteristi preferiti, Gianluca Brugnano. Dopo quasi cento concerti con “aQustico”, in duo col fisarmonicista Carmine Ioanna, e il progetto rock “OverDOORS” con Dario Miranda, Antonio Jasevoli e Lele Tomasi, è stato entusiasmante interagire anche con un quartetto d’archi.

 

Che repertorio suonate e cosa proporrete al vostro concerto in programma al Pomigliano Jazz in Campania 2016?

La forma musicale villanella, nata a Napoli agli inizi del 1500, ha ispirato i componenti del Solis String Quartet, ideatori e direttori artistici del progetto “Vesevus”. Traendo ispirazione da queste composizioni e conservandone le melodie originali, ne hanno rielaborato il senso con uno stile ed un ritmo di connotazione decisamente europea. Nel repertorio anche ballate classiche come “Vurria ca fosse ciaola”, “Sto core mio” e una spregiudicata versione di “Cicerenella”. I superbi e meticolosi arrangiamenti di Antonio Di Francia danno al progetto una visione artistica molto libera, con aperture e richiami al free scandinavo. L’approccio solistico di Vincenzo Di Donna è travolgente e l’eleganza di Luigi De Maio e Gerardo Morrone commovente. Ci divertiremo.

 

A proposito, la location prevista, i conetti vulcanici di Pollena Trocchia, sembra proprio cucita su misura per voi. Che ne pensi? Conosci già il posto?

Non conosco la location, andrò a documentarmi ma mi fido della scelta della direzione artistica. Non ho mai suonato al Pomigliano Jazz, ma l’ho sempre seguito da lontano, con piacere. È da anni un gran festival, ma secondo me solo ora ha raggiunto la maturità idonea ad adattare i suoni degli ospiti ai propri luoghi e non il contrario. È stato sempre un festival di qualità, da qualche anno è anche coraggioso.

 

Cosa mi dici dei tuoi partner: Solis String Quartet e Gianluca Brugnano?

Ho amato i Solis sin dalla prima nota. Sono musicisti straordinari, persone serie e simpatiche. Un quartetto affiatato e vincente, con professionalità differenziate, unite da affetto e da un affiatamento tangibile. Si rispettanto e si vogliono tanto bene, è una famiglia e per me è un onore essere stato accolto come un fratello. Gianluca lo conosco dai tempi del mio progetto “Lunaria”, sono quasi dieci anni ed è un mio punto di riferimento che va oltre la musica. Grande personalità, persona colta e dotata di sensibilità spiccata. Ha un sound immediatamente riconoscibile. Lo amo.

 

La ricerca di “riverberi” insoliti per la tua tromba non conosce confini. Raccontami di “Petra”, sogno diventato realtà e da poco documentato anche su disco…

“Petra” è anch’esso un progetto che va oltre la musica. Fondamentale, per la registrazione dell’album è stata la collaborazione con parner quali Unesco, il Petra Development e l’etichetta discografica giordana TAGI di Talal-Abu Ghazaleh. L’intero ricavato delle vendite di un anno dell’album verrà devoluto al Petra Tourism Authority. Ho collaborato con uno staff tecnico giordano, inglese e italiano, con musicisti provenienti da Siria, Romania, Armenia, Stati Uniti d’America, Germania, Polonia e Italia. Un meltin’ pot di idee, esperienze, umori, stili musicali, arti e culture; un messaggio forte e senza veli che ha sposato la causa promossa dalla campagna dell’Unesco #UNITE4HERITAGE, iniziativa di sensibilizzazione internazionale per la salvaguardia del patrimonio culturale dai crimini di tipo terroristico.

Quando suonai la prima volta in Giordania nel 2011 dormimmo nel deserto di Wadi Rum, ospitati nelle tende di una locale comunità beduina per poi visitare il sito archeologico di Petra e il Mar Morto. Un’esperienza indimenticabile. Petra è un sito fiabesco, incantevole, magico e inafferrabile. Patrimonio dell’Unesco, è considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno. Un momumento unico, con le sue facciate intagliate nella roccia. Quando arrivi al Tesoro del Faraone, dopo un sentiero ricavato in una lunga e profonda fessura di imponenti rocce, manca il fiato tant’è la maestosità del monumento e la forte connessione della mano dell’uomo con la natura. I colori creano un inebriante gioco di cromature. Sono poi ritornato ad Amman, un anno fa, per condividere con la Jordanian National Orchestra il mio sogno di registrare un album nel sito archeologico di Petra.

 

Come credi che sia maturato il tuo suono negli ultimi anni e, soprattutto, dove pensi sia diretto?

Ho tante passioni, senza le quali non riuscirei a far musica. Dedico spazio e tempo allo studio dello strumento, cercando sempre nuovi suoni e traendo ispirazione dalla natura e ora anche dal cosmo. Dopo la conferma dei riverberi delle onde gravitazionali e dell’onda sonora derivante, annunciata già un secolo fa da Einstein con la teoria sulla relatività generale, oggi, con un po’ di fantasia e tanto impegno, tutto è possibile.

 

Progetti imminenti, collaborazioni, incisioni. Cosa c’è nella tua agenda dopo “Vesevus” e “Petra”?

Sto lavorando su un “AQUINO Bici Tour”. Partirò da Benevento in bicicletta e arriverò ad Oslo, incontrando tanti amici musicisti e suonando con loro ovunque. Un itinerario di oltre tremila chilometri, costellato di musica e arte, che si snoda attraverso i Comuni italiani della via Francigena, prevedendo una tappa per ogni Comune del cammino, da percorrere in bicicletta anche insieme con altri musicisti, artisti, sportivi, amanti della natura o chiunque voglia unirsi all’iniziativa; con strumentazione tecnica ed equipe d’ordinanza per le riprese video al seguito. Non è semplice ma mi sto allenando.

 

Intervista a cura di Olindo Fortino – Sound Contest Music Magazine

 

SOLIS STRING Quartet – AQUINO – BRUGNANO | Vesevus
Domenica 11 settembre ore 18
Conetti Vulcanici del Carcavone – Pollena Trocchia (NA)
Ingresso gratuito

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