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McCoy Tyner, un gigante del piano jazz che incantò Pomigliano

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Un grave lutto ha colpito la comunità del jazz. Si è spento venerdì 6 marzo il pianista di Filadelfia McCoy Tyner, aveva 82 anni. Importante la sua partecipazione nel quartetto di John Coltrane per quelle registrazioni che hanno fatto storia, da “My Favorite Things” a “A Love Supreme”.

McCoy Tyner fu ospite al Festival di Pomigliano Jazz per ben due volte. La prima nel 2002 con, tra gli altri, il magico vibrafono di Bobby Hutcherson. In quella occasione il pianista rese omaggio alla musicalità di John Coltrane. Poi ancora il 16 luglio del 2005 con Ravi Coltrane (sax tenore); Gary Bartz (sax alto); Charnett Moffett (contrabbasso) e Eric Gravatt (batteria).


“Sono cresciuto con la musica di John Coltrane ed in particolare il suo quartetto è tra le cause del mio amore per il jazz” è il ricordo del direttore artistico del Pomigliano Jazz, Onofrio Piccolo. “McCoy Tyner – continua – è parte integrante di quella musica, di quel suono, di quella spiritualità. Ospitarlo due volte al festival (2002 e 2005) è stata una gioia ed un’emozione particolare. Quelle cose per cui vale la pena affrontare tante difficoltà e tanti sacrifici per sostenere un festival jazz in una cittadina del sud Italia”.

Il direttore artistico ricorda ancora che “nel 2005, McCoy si sentì male dopo un concerto in Abruzzo, qualche giorno dopo il concerto di Pomigliano e finì in ospedale a Chieti. Decisi di andare subito a trovarlo, con lui c’era Isio Saba. McCoy non poteva credere che fossi partito da Napoli solo per salutarlo e che subito dopo sarei ripartito. Era sinceramente meravigliato, non era consapevole di quanto fosse una “persona familiare” per tanti amanti del jazz”.

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le foto sono di Pino Miraglia

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