TERZIGNO E IL MUSEO EMBLEMA

terzignoLa storia di Terzigno affonda le sue radici già in epoca romana, come testimoniano le Ville rustiche venute alla luce nella cava Ranieri in località Boccia al Mauro, poi seppellite dall’eruzione del 79 d.C. La funzione di questi insediamenti era principalmente lo sfruttamento intensivo del fertilissimo territorio Pompeianus.

Dal Medioevo ci sono giunti i pochi resti rimasti della Chiesa di Santa Maria Paterese, costruita intorno all’anno Mille e sepolta da una colata di fango nel 1500 a causa di una eruzione del Vesuvio: i resti di tale Chiesa sono stati riportati alla luce da una campagna di scavo effettuata dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei negli anni ’50.

Epoche più recenti sono testimoniate da edifici religiosi come il Convento dei Camaldolesi, che risale alla metà del 1400, poi soppresso nel 1652 da Papa Innocenzo X, e la Chiesetta di S. Francesco, primo nucleo religioso del paese. Altre testimonianze sono la Casa del Vescovo e la bellissima Chiesa dell’Immacolata Concezione, la cui costruzione risale al 1743 per volontà del Vescovo Trojano Caracciolo del Sole, dall’architettura sobria e ben proporzionata con impianto planimetrico a croce greca, molto raro da trovare nelle nostre zone.

Altra presenza notevole sono le ville settecentesche, veri e propri gioielli di armonioso modello costruttivo, connubio insuperabile tra bellezza e funzione. Da Villa Bifulco, di scuola vanvitelliana, a Villa Saviano, Villa Giordano e alla Masseria Di Luggo, con le loro interessantissime cantine dove si possono ancora vedere le vecchie attrezzature come botti, tini e torchi che permettevano la produzione del vino di cui Terzigno è sempre andata famosa: una tradizione vinicola che si tramanda nel tempo e che, oggi più che mai, occorre valorizzare al massimo.

L’odierna Terzigno si trova nel territorio del Parco del Vesuvio, divisa in quattro zone paesaggistiche. La prima da quota 800m, brulla e accidentata, scende dalla sommità del complesso vulcanico Somma-Vesuvio fino a 500m. Segue una seconda zona meno scoscesa, ricoperta da estese pinete. La terza fascia scende da quota 300m, è coltivata prevalentemente a vigneti e ne fa parte il centro urbano di Terzigno. L’ultima fascia è coltivata a nocelleto e degrada fino alla piana del fiume Sarno.

 

Il Museo Emblema

Ha casa a Terzigno, dedicato ad uno dei suoi più illustri cittadini, Salvatore Emblema, pittore nato nel 1929 alle falde del Vesuvio e da lì partito per entrare da protagonista nei più prestigiosi musei del mondo. Un museo dedicato ad un unico artista può essere percepito come un luogo delle rimembranze, una sorta di mausoleo. In questo caso, invece, ci troviamo di fronte ad un museo vivo, in cui le ricerche di una vita vengono rivissute attraverso i laboratori didattici, il laboratorio di restauro e l’Archivio Generale delle Opere, strumento dinamico per incrociare le memorie degli eredi Emblema con quelle dei collezionisti, facendo di ogni ricordo privato una memoria collettiva.

Da sempre al centro dell’opera di Emblema è il senso dello spazio, quello dietro la tela. Nelle prime opere senza colore, di tela grezza, le sfilature lasciano vedere lo spazio retrostante. Soprattutto dopo l’incontro a New York con il famoso critico Giulio Carlo Argan, Emblema portò alle sue estreme possibilità le ricerche di Lucio Fontana, che bucava e tagliava come con grandi sciabolate la tela. Ma se in Fontana c’è sempre uno schermo dietro, generalmente nero, che dà certo una grande intensità al vuoto, ma che comunque limita in qualche modo lo spazio, Emblema elimina quello schermo e lascia libera l’immaginazione.

Indicazioni stradali per raggiungere il Museo Emblema a Terzigno


Da Nord (provenienza Roma) a via Vecchia Campitelli 3, Terzigno (NA)

Da Sud (provenienza Salerno) a via Vecchia Campitelli 3, Terzigno (NA)

 

 

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