
Cuba incontra Napoli, l’Avana il Mediterraneo, il jazz afro-cubano la canzone d’autore partenopea.
È da questo incontro tra mondi apparentemente lontani, ma accomunati da una profonda vocazione alla contaminazione, che nasce “Gonzalo Plays Pino”, il progetto con cui il grande pianista e compositore cubano Gonzalo Rubalcaba, torna sul palco di Pomigliano Jazz il 28 ottobre, per rileggere alcune delle pagine più importanti del repertorio di Pino Daniele.
Fresco di Nomination ai Latin Grammy nella categoria “Best Latin Jazz Album”, “Gonzalo Plays Pino” non è un semplice tributo, ma un vero e proprio viaggio musicale attraverso brani che Rubalcaba ha riscritto e reinterpretato a partire dalla propria sensibilità, trasformando melodie, armonie e ritmi del cantautore napoletano in una nuova materia sonora. Un progetto che mette in relazione due musicisti separati dalla geografia e dalla lingua, ma sorprendentemente vicini per attitudine, curiosità e apertura verso culture e linguaggi differenti.
L’idea prende forma nel 2021, quando Rubalcaba è ospite di Pomigliano Jazz con il progetto “Mascalzone Latino”. Il pianista cubano si confronta con il repertorio di Pino Daniele, insieme a un ensemble di musicisti campani scelti da Pomigliano Jazz e dallo stesso Rubalcaba: Daniele Sepe Aldo Vigorito, Claudio Romano, Giovanni Imparato, Maria Pia De Vito. Tra i brani in scaletta una lunga, intensa versione di “Tutta ’nata storia” e una versione di “Quando” in duo con la cantante cubana Aimée Nuviola.
È il primo passo di un percorso che negli anni successivi si sviluppa fino a diventare anche un progetto discografico. Nel 2025 Rubalcaba entra in studio di registrazione con Daniele Sepe, Aldo Vigorito, Claudio Romano, Giovanni Imparato, Giovanni Francesca e Maria Pia De Vito alla voce per registrare 11 brani scelti dal repertorio del cantautore napoletano.

Una formazione capace di restituire tutta la ricchezza di un repertorio nato dall’incontro tra tradizioni diverse, perché la musica di Pino Daniele, proprio come quella di Rubalcaba, non conosce confini: blues, jazz, funk, rock, musica mediterranea, tradizione napoletana e ritmi africani e latino-americani convivono in un linguaggio personale e in continua trasformazione.
Rubalcaba entra così nel mondo di Pino Daniele con grande rispetto e sensibilità. Ne studia le strutture, ne ascolta le radici, ne riconosce la straordinaria modernità e poi le apre all’improvvisazione e alla propria grammatica musicale. Nel repertorio di “Gonzalo Plays Pino” convivono brani diventati patrimonio della cultura musicale napoletana, come “Napule è”, “Quando”, “Chi tene ’o mare”, “Lazzari felici” e “Tutta ’nata storia”, e composizioni meno note, come “Pace e serenità”. Non mancano pagine particolarmente affini all’universo musicale del grande pianista cubano, come “Cumbà”, con il suo carattere afro-cubano, e “Sicily”, fino a “Toledo” e “Maggio se ne va”.
Il risultato è un dialogo tra due identità musicali che condividono una stessa idea di radice: una radice non chiusa, ma capace di assorbire, trasformare e restituire continuamente nuovi stimoli. È questo uno degli aspetti che più hanno affascinato Rubalcaba nella musica di Pino Daniele, autore che il pianista cubano considera un autentico “visionario” proprio per la sua capacità di attraversare generi e culture senza perdere la propria identità.
Al centro del progetto c’è dunque il pianoforte di Rubalcaba, strumento attraverso il quale le melodie di Pino Daniele vengono dilatate, scomposte e ricomposte, tra lirismo, improvvisazione e ritmi latini. Accanto a lui una band capace di ricreare una sintesi viva e autentica tra la tradizione del songbook originale e la rilettura jazzistica del pianista cubano. Gonzalo Plays Pino” rappresenta oggi uno dei punti più significativi del rapporto tra Rubalcaba e Pomigliano Jazz: un progetto nato da un’intuizione del festival, cresciuto attraverso il confronto diretto con Napoli e con i suoi musicisti e diventato infine un lavoro discografico prodotto da Itinera / TC Sette e pubblicato da Itinera, l’etichetta del festival.
Il 28 ottobre, il viaggio riparte dunque da Pomigliano Jazz. Dall’Avana a Napoli, passando per il jazz, il blues, la musica latina e la canzone d’autore, Gonzalo Plays Pino racconta una storia di incontri e contaminazioni. Una storia in cui due Sud del mondo si riconoscono, si ascoltano e trovano, attraverso la musica, un linguaggio comune.
I biglietti per assistere al concerto di Gonzalo Rubalcaba Gonzalo Plays Pino al Teatro Mediterraneo di Napoli (Mostra d’Oltremare) sono disponibili sui circuiti Azzurro Service e Vivaticket e nei principali punti vendita regionali.
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Nato all’Avana nel 1963, Gonzalo Rubalcaba è tra i pianisti e compositori più autorevoli e innovativi del jazz contemporaneo. Bambino prodigio, si forma nella ricca tradizione musicale cubana. Scoperto da Dizzy Gillespie nel 1985, ha inizio la sua straordinaria carriera internazionale.
La sua cifra stilistica nasce dall’incontro tra jazz, musica classica e radici afro-cubane, unite a una tecnica pianistica virtuosistica e a una personalissima ricerca compositiva.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con figure leggendarie del jazz come Dizzy Gillespie, Charlie Haden, Ron Carter e Jack DeJohnette.
Con Charlie Haden ha realizzato album fondamentali come Nocturne e Land of the Sun, entrambi vincitori di un Grammy Award. Nel 2022 ha conquistato un ulteriore Grammy per Skyline, inciso con Ron Carter e Jack DeJohnette. A questi si aggiungono quattro Latin Grammy, tra cui quelli ottenuti per Supernova e Solo. Con oltre quaranta album come leader o co-leader, Rubalcaba ha consolidato una presenza di assoluto rilievo sulla scena jazz internazionale.
La critica lo ha celebrato come uno dei più grandi pianisti della sua generazione, esaltandone la straordinaria tecnica e l’inesauribile immaginazione musicale.
Nel 2026 ha conquistato il suo quarto Grammy con A Tribute to Benny Moré and Nat King Cole, confermandosi una figura centrale del jazz latino contemporaneo.
Daniele Sepe è uno dei sassofonisti più originali della scena italiana, capace di fondere jazz, musica popolare, rock, funk e world music. Napoletano, ha iniziato giovanissimo con il gruppo operaio E Zezi, partecipando a sedici anni allo storico Tammurriata dell’Alfasud.
La sua lunga carriera comprende oltre trenta album e collaborazioni con artisti come Stefano Bollani, Roberto Gatto, Hamid Drake e Gonzalo Rubalcaba.
Nel 1998 ha ricevuto la Targa Tenco per Lavorare stanca come miglior album in dialetto ed è stato il primo maestro concertatore della Notte della Taranta.
Compositore e arrangiatore, ha inoltre firmato musiche per il cinema e collaborato con registi come Mario Martone, Gabriele Salvatores e Terry Gilliam.
Aldo Vigorito, nato a Salerno nel 1958, è uno dei più apprezzati contrabbassisti e compositori della scena jazz italiana.
Formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma con Franco Petracchi e Federico Rossi, ha sviluppato una solida esperienza nell’ambito del jazz collaborando con importanti musicisti italiani e internazionali.
Dal 1984 al 1990 ha fatto parte della formazione di Romano Mussolini, partecipando a festival e tournée internazionali.
Nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con George Benson, Benny Golson, Enrico Pieranunzi, Stefano Bollani, Paolo Fresu e Fabrizio Bosso.
Attivo anche come docente e direttore artistico, ha pubblicato come solista gli album Do It e Napolitanìa, distinguendosi per uno stile capace di unire tradizione jazzistica e sensibilità mediterranea.
Claudio Romano è un batterista italiano dalla spiccata versatilità, attivo in ambito jazz, pop, rock e nella musica d’autore.
Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con alcuni tra i più importanti musicisti italiani e internazionali, tra cui Danilo Rea, Stefano Bollani, Benny Golson, Fabrizio Bosso, Antonio Faraò, Archie Shepp e Randy Brecker.
Ha partecipato a numerose produzioni discografiche, tournée e importanti festival, distinguendosi per la capacità di adattare il proprio stile ai diversi linguaggi musicali.
La sua attività spazia dal jazz contemporaneo alla musica mediterranea e d’autore, con collaborazioni che testimoniano una particolare attenzione alla ricerca e alla contaminazione tra generi.
È inoltre attivo come didatta e formatore, trasmettendo alle nuove generazioni la propria esperienza e una concezione della batteria fondata su tecnica, sensibilità musicale e ascolto.
Giovanni Imparato, nato a Napoli nel 1961, è percussionista, cantante e performer, con una lunga esperienza nel campo della musica e delle arti dello spettacolo.
Dopo una prima formazione in Italia, ha approfondito lo studio delle percussioni e dei ritmi afro-cubani a Cuba, lavorando con importanti maestri della tradizione musicale dell’isola.
Ha inoltre perfezionato la propria formazione a New York e in Senegal, ampliando il proprio linguaggio attraverso l’incontro con differenti culture e tradizioni ritmiche.
Nel corso della sua attività artistica ha esplorato generi quali salsa, jazz, funk ed etnica, partecipando a spettacoli di musica e danza anche nel ruolo di cantante, ballerino e performer.
La sua ricerca artistica si caratterizza per la fusione tra ritmo, vocalità e movimento, elementi che ne hanno fatto una presenza significativa nella scena musicale e performativa italiana.
Giovanni Francesca è un chitarrista e compositore tra i più interessanti della scena jazz campana contemporanea. Diplomato in chitarra classica al Conservatorio di Benevento, si è formato anche attraverso l’incontro con maestri del jazz come Pietro Condorelli e Mike Stern. La sua ricerca attraversa jazz, rock, musica classica ed elettronica, con una particolare attenzione all’improvvisazione e alla sperimentazione.
Ha pubblicato diversi album da leader, tra cui Genesi e Rame, quest’ultimo con la partecipazione di Fabrizio Bosso e Rita Marcotulli. Ha collaborato con importanti musicisti italiani e internazionali, esibendosi nei principali festival jazz, tra cui Pomigliano Jazz.
Maria Pia De Vito è una delle voci più originali e autorevoli del jazz italiano ed europeo, cantante, compositrice e arrangiatrice.
Napoletana, ha sviluppato un linguaggio personale che intreccia jazz, improvvisazione, tradizione partenopea e musica contemporanea.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con protagonisti del jazz internazionale come Joe Zawinul, Michael Brecker, Dave Liebman, Ralph Towner ed Enrico Rava.
Artista dalla forte vocazione internazionale, ha portato la sua ricerca sui principali palcoscenici e festival europei e mondiali.
Premiata dal prestigioso DownBeat Critics Poll, è oggi una figura di riferimento della vocalità jazz contemporanea e della ricerca musicale italiana.
