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D’Errico racconta A Glance

Francesco D’Errico ci racconta la scelta di suonare in trio per A Glance, la sua nuova pubblicazione per Itinera.

Il mio lavoro, nel tempo, sia quello di pianista che quello di compositore, si è concentrato prevalentemente su formazioni di media grandezza come quartetti e quintetti o formazioni più ampie, esplorando la scrittura orchestrale, jazzistica e non, la scrittura da camera, e le pratiche dell’improvvisazione fino alla “conduction”.

Con la scelta del trio ho resa manifesta invece l’esigenza di esplorare un mondo musicale più intimo, attraverso uno degli strumenti tra i più essenziali della tradizione jazzistica: pianoforte, contrabbasso e batteria soli. Quest’organico sta al jazz, mi sembra, come il quartetto d’archi sta alla musica “colta” europea. Attraverso il trio si esplora la musica nella sua asciutta essenza. Il trio, così classico ed insieme moderno, è un luogo in cui i musicisti si incontrano senza mediazioni, in cui i ruoli degli strumenti si incrociano, si trasformano sempre nella ricerca espressiva di timbri, nel rispetto di soluzioni sonore: scorrevolezza e ruvidità, la seta e le rocce.

Credo che di fronte ad ogni trio, perchè allo scoperto, da sempre ed inevitabilmente, facciamo esperienza di un “sound” originale, rinnovato e da scoprire. I musicisti, la loro storia artistica, il loro essere persone apertamente ed artisticamente offerenti, danno inevitabilmente univocità  ad un trio, nel bene e nel male. La sfida che presenta la costituzione di un trio sta tutta nell’abilità  dei musicisti di offrire i propri orizzonti sonori con concentrazione, onestà espressiva e sincerità di pensiero musicale.

I brani originali o i nuovi arrangiamenti di brani di altre tradizioni musicali, diventano così il materiale, l’espressione, il suono del trio, esecuzione dopo esecuzione, ed è questo l’impegno artistico mio di Marco e Dario, assunto con l’intento di dare compiutezza a questo lavoro.

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