Tappa ad Ottaviano con Pieranunzi
Dopo la splendida serata inaugurale alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, la sedicesima edizione di Pomigliano Jazz Festival continua stasera 8 settembre con il live di Enrico Pieranunzi in un’altra location ricca di fascino e storia: il Palazzo Mediceo di Ottaviano. Inizio concerto alle ore 20:30, ingresso gratuito.

Enrico Pieranunzi è da molti anni tra i protagonisti più noti ed apprezzati della scena jazzistica internazionale. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 cd a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto, portando la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo. Pieranunzi ritorna al Festival per presentare in piano solo un concerto-omaggio incentrato sulle musiche di Bach, Haendel e Scarlatti. Il tutto partendo dalla recente pubblicazione discografica “1685” (CamJazz), che estende ed incrementa il riuscitissimo “Plays Scarlatti”, con un ulteriore valore aggiunto. In quel cd, infatti, le sonate del grande Domenico erano origine o approdo di estemporanee improvvisazioni. Qui invece i brani di Haendel, di Bach e dello stesso Scarlatti diventano addirittura generatori di altri brani. Così da una sarabanda di Haendel sentiamo nascere una delicata, morbida bossa nova e da un austero corale di Bach sentiamo sbocciare imprevedibilmente un evocativo motivo country. Musica sorprendente, dunque, nuovo e appassionante capitolo di una ricerca personalissima e spregiudicata attraverso la quale Pieranunzi ci porta con sé in mondi sonori lontani, che egli attualizza e ingloba nel proprio irrequieto, eclettico, originale universo espressivo.
Il Palazzo Mediceo è un vero e proprio gioiello di architettura barocca. Antico castello a difesa del borgo risalente intorno all’anno 1000, abitato tra gli altri da Fabrizio Maramaldo e dai principi di Molfetta, fu trasformato nel XVI secolo in residenza signorile da Bernardetto de’ Medici, nipote di Cosimo il Vecchio, e dalla moglie Giulia de’ Medici.
Proprietà e simbolo della criminalità organizzata negli anni Ottanta, il Palazzo fu confiscato negli anni Novanta e dal 22 aprile 2008, dopo un lungo restauro, è stato riconsegnato alla città nella sua nuova funzione di Porta del Parco Nazionale del Vesuvio, uno dei parchi più singolari d’Italia, uno dei più piccoli e all’opposto il più densamente abitato, riserva di biosfera Mab – Unesco, con all’interno l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale, due Siti d’importanza Comunitaria (SIC), una Zona di Protezione Speciale (ZPS), un’area Wilderness e una Riserva Forestale Statale.


