Il Festival torna a Pomigliano
Inizia il lungo weekend della sedicesima edizione di Pomigliano Jazz Festival. Venerdì 9 settembre si torna nella storica location del Parco Pubblico di Pomigliano d’Arco per due concerti speciali: il tributo a Joe Zawinul di Pippo Matino, Jorge Bezerra, Antonello Salis e James Senese, ed il live del quartetto di Michel Portal con Louis Sclavis. La serata si chiude a piazza Mercato con il quartetto di Marco Spedaliere, nell’ambito dello spazio creativo di Chiamata alle Arti.




Prima coi Weather Report e poi con i Syndicate, Joe Zawinul ha riscritto le coordinate della musica contemporanea e delle tecniche pianistiche, catturando i suoni e i colori del mondo in una perfetta sintesi tra fusion, musica etnica e jazz. Al pianista e compositore austriaco scomparso nel 2007 Pippo Matino dedica un tributo che va oltre la nostalgia e la semplice celebrazione. Da sempre legato alla musica di Zawinul e dei Weather Report, Matino guida la sua band in un viaggio attraverso le ambientazioni americane e quelle mitteleuropee, raccontando una parabola musicale che tocca vari punti del globo. A dare ulteriore forza e valore al combo ci sono il percussionista brasiliano Jorge Bezerra – già al fianco di Zawinul negli stessi Syndicate – e il fisarmonicista sardo Antonello Salis, da sempre legato alle sonorità dei Weather Report. Inoltre, in occasione del Festival, la formazione si completa con un ospite d’eccezione: James Senese, musicista dotato di un feeling fuori dal comune e leader indiscusso dei mitici Napoli Centrale, veri precursori italiani del jazz-rock. Insieme sul medesimo palco per un live i cui ingredienti sono groove, originalità, contaminazione e la giusta dose di virtuosismo.
Pippo Matino basso elettrico
Claudio Romano batteria
Peter De Girolamo tastiere
Giulio Martino sax tenore
Silvia Barba voce
Antonello Salis fisarmonica
Jorge Bezerra percussioni
James Senese sax tenore

Improvvisatore appassionato, geniale e inafferrabile, il compositore, clarinettista e sassofonista Michel Portal è uno dei pochi artisti in grado di arrivare a vertici assoluti sia nel jazz che nella musica classica. Ha suonato con i più grandi direttori e le più importanti orchestre europee ed ha collaborato con alcuni dei maggiori autori contemporanei (Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, Mauricio Kagel), alternando esperienze “di confine” ad altre riconducibili più direttamente all’alveo del jazz. Il polistrumentista transalpino confida molto nell’inventiva del momento, nella scintilla creativa che può scoccare (e solitamente accade) nel corso di un concerto e perciò è sua abitudine circondarsi di collaboratori fidati con i quali intrecciare una proficua intesa. Al suo formidabile trio si aggiungerà in questa speciale occasione anche Louis Sclavis, per il quale Portal ha rappresentato una importante fonte di ispirazione. Anch’egli strumentista d’eccezione (celebre la sua opera “Napoli’s Walls” con brani dedicati anche al Vesuvio), frequentemente sospeso fra dinamiche jazz e tessiture free-jazz, per disvelare l’arte del clarinetto in ogni sua forma e colore.
Michel Portal clarinetti e sax soprano
Louis Sclavis clarinetti
Bruno Chevillon contrabbasso
Eric Echampard batteria

Il quartetto capitanato dal sassofonista, polistrumentista e compositore Marco Spedaliere (già al fianco di Sara Jane Morris, Victor Fields, Eddie Henderson, Rosario Giuliani) si avvale della presenza di giovani leoni della scena jazz italiana. Dalla ritmica corposa e precisa al piano riflessivo e sicuro, il quartetto mostra un suono potente e deciso, surreale e soprattutto giovane. Il gruppo presenta brani tratti dal primo cd “Stories”, oltre a un’anteprima del nuovo lavoro in uscita il prossimo autunno. Swing, free jazz, funk e altro ancora nella scaletta che contiene anche un omaggio al grande John Coltrane.
Marco Spedaliere sassofoni
Mario Nappi pianoforte
Guerino Rondolone contrabbasso
Emanuele Smimmo batteria


