News

Guida all’ascolto di Gonzalo Rubalcaba

Quante e quali caratteristiche sono necessarie e sufficienti a valutare correttamente il valore di un pianista? Di certo molteplici e, solitamente, intersecate e influenzate l’una con l’altra, a complicare ulteriormente, se è possibile, la misura delle prestazioni.
Inoltre, la capacità di valutare appropriatamente un pianista è appannaggio di maestri esperti, che sanno riconoscere e misurare appropriatamente tutti i suddetti elementi.
Uno di questi grandi maestri, Nikita Magaloff, semplificando ed esemplificando gli indicatori del buon pianismo, afferma la regola delle tre “t”: tocco, tecnica e tatto.

Gonzalo Rubalcaba, cubano dell’Havana, nato in una famiglia di musicisti, iniziava a studiare a otto anni e completava i suoi studi in circa dodici anni col diploma in composizione.
I suoi primi vent’anni gli sono occorsi quindi per acquisire, attraverso gli studi, i necessari strumenti tecnici che, beninteso, non si finiscono mai di affinare.
Il resto, la raffinatezza del tocco, il tatto, non s’insegna e non s’impara facilmente.
Tutto dipende probabilmente da tre circostanze, dalla capacità di rubare il mestiere, farlo proprio guardando, ascoltando e sapendo attingere umilmente dai propri maestri, dalla generosità di questi ultimi nel saper trasmettere, trasferire e ispirare, e dalla fortuna di incontrare le persone giuste nel momento giusto, che permettano di maturare le migliori esperienze nelle circostanze più opportune.

Gonzalo Rubalcaba al piano (foto di Riccardo Crimi) Rubalcaba iniziava suonando nei locali dell’Havana; nell’’85 fu notato da Dizzy Gillespie e nell’’86 il famoso contrabbassista Charlie Haden – profeta del free jazz, scomparso proprio in questi giorni –  in occasione di una tournée che teneva a Cuba, dopo averlo casualmente ascoltato, ne era rimasto molto favorevolmente impressionato.
Qualche anno dopo, Haden lo aveva chiamato con sé per suonare in trio, assieme al grande batterista Paul Motian, per il Festival Jazz di Montreux, in Svizzera. Una fortuna che, per un jazzista in piena scalata, rappresentava l’occasione di consacrazione definitiva. A parte l’indiscusso prestigio della manifestazione, Rubalcaba aveva l’opportunità di legare le sue esperienze con due dei più sacri mostri del panorama jazz internazionale e, subito dopo, iniziava una lunga e proficua collaborazione con l’etichetta Blue Note.

Negli anni seguenti raffinava costantemente la qualità del fraseggio e la delicatezza del tocco; sempre mantenendosi nel groove del jazz a indirizzo latino-cubano.
E’ un pianista che, mantenendo una perfetta cadenza ritmica, scandisce note intersecate sapientemente nei classici imprevedibili controtempi propri della musica latinoamericana. Numerose si susseguivano altre prestigiose collaborazioni con nomi altisonanti, Herbie Hancock, Richard Galliano, Ron Carter, Joe Lovano, Michael Brecker.
Nel 2002 Rubalcaba condivideva il titolo di Artist in Residence al Festival Jazz di Montreal col pianista Chucho Valdés.

Se da un canto è vero che le formazioni nei piccoli gruppi, dal duo al quartetto, limitano inevitabilmente la libertà d’azione e il talento, obbligando l’artista a contenere la propria personalità a favore del rendimento complessivo del gruppo, con i progetti in “solo” emerge completamente il pianista geniale e completo, ma con responsabilità nel rendimento molto forti e concentrate sul protagonista. Gonzalo Rubalcaba si divide con altrettanto successo nelle diverse formazioni.
Da solo, come nel progetto Live Faith, prima produzione discografica della sua etichetta indipendente 5Passion, Rubalcaba dimostra tutti i suoi enormi progressi in termini pianistici, nella qualità tecnica del tocco, nel concetto di armonia e nell’evoluzione della sua “vision” musicale generale.
Secondo alcuni critici – volendo ricercare un riferimento tra i grandi del passato – il pianismo di Rubalcaba è paragonabile a quello del leggendario Art Tatum.

Horacio "El Negro" Hernandez, Armando Gola, Gonzalo Rubalcaba, Giovanni HidalgoIl progetto Volcan, che Rubalcaba porta in tournee in quest’ultimo periodo e che presenterà al Pomigliano Jazz Festival 2014, è anch’esso nato in casa 5Passion ed è realizzato in quartetto.
A condividere l’esperienza di questa vera e propria “all stars”, sono scritturati il bassista Jose Armando Gola, il leggendario batterista cubano Horacio “El Negro” Hernandez, il bassista Giovanni Hidalgo.
Rubalcaba tiene per se il ruolo dinamico e propulsivo del gruppo, il compito di promotore della “fusion” tra i più diversi generi musicali, dal rock al funk fino, ovviamente, al jazz latinoamericano.
Volcan è ispirato a Terra, Aria, Vento e Fuoco, i quattro elementi fondamentali della natura di cui il vulcano è simbolo ed elemento rappresentativo della scalata a una vetta, a un traguardo, e al tempo stesso forza quiescente e inarrestabile, capace di contrastare qualunque ambizione umana.

Guida all’ascolto a cura di Maurizio Spennato
– Sound Contest

GONZALO RUBALCABA – ARMANDO GOLA – GIOVANNI HIDALGO – HORACIO “EL NEGRO” HERNANDEZ Volcan
sabato 19 luglio, ore 22
Parco delle Acque, Pomigliano d’Arco
Ingresso gratuito

Share Button