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Musica Jazz consiglia i cd di Itinera

Le ultime due produzioni di Itinera, “The Gray Goose” e “Sea Inside”, sono fra i cd consigliati dalla rivista Musica Jazz.


The Gray Goose

Nato in quella fucina del jazz che è Pomigliano (dove, l’anno scorso, è stato presentato nel festival estivo), ecco un progetto che con coraggio e sapienza mischia passato e presente. Il repertorio consta, per metà circa dei brani, di testi di Brecht musicati da Hanns Eisler, compositore non meno storico, per il drammaturgo, del coetaneo Kurt Weill che lo aveva preceduto; ma il ripercorrere i vecchi fasti della jazz poetry è nei canoni di attualissimi stili.
Al centro sta Geerken, poeta, musicista e attore di Stoccarda, che recita tutto (in tedesco ma con traduzione italiana nel libretto) e si aggiunge all’accompagnamento con aggeggi elettronici e con la zummara, doppio clarinetto arabo di canna ad ancia semplice. Anche Lugo, che con l’ottimo pianista D’Errico è stato da inizio a fine alla base dell’idea, unisce al suo sax soprano ricurvo un computer portatile e altri arnesi produttori di effetti. E non ultimo – anzi – c’è Moye, che si è ben prestato a questo gioco di impegno, ma anche ironia, non lontano cioè dal suo mondo nell’Art Ensemble Of Chicago.
Ogni particolare concorre a far di “The Gray Goose” un ascolto magari non facile, certo fuori dagli schemi, ma via via convincente. Per di più nell’altra metà i quattro addirittura proseguono l’opera di Brecht, con loro brani di pari matrice e intensità.

– Maletto

(Musica Jazz – aprile 2008)


Sea Inside

Venuti da piuttosto disparate origini, i quattro musicisti di “Sea Inside” – l’ottavo disco dell’ormai prestigiosa etichetta di “Pomigliano Jazz” – hanno trovato immediata coesione nel linguaggio universale della “loro” musica, e la prima qualità  a colpire è proprio quella del gruppo, così equilibrato, così compatto. Del resto, di spicco sono anche le individualità. Mentre la fama più recente è quella di Cohen, spettacoloso bassista israeliano, forse chi aveva ancora qualcosa da farci scoprire era Nastro: ma è proprio lui a meritare evidenza, confermando la classe pianistica e in più firmando ben sei dei nove brani, in un’ampia gamma di idee, climi e situazioni.
Ma chi, in questa privilegiata atmosfera di gradevole freschezza, ma anche carica di significati e anche di qualche novità, non merita piena lode? Fantastico è, soprattutto al soprano, l’apporto di Girotto, che in Ann’s Tune, il brano di Cohen, usa con calore l’andino flauto moxeño e come compositore dedica il suo delicato El pibe de oro al connazionale Maradona.
Non meno magistrale, in fatto di tecnica e di efficacia espressiva, è Gatto, che in più apporta un tema, B Song, di filigrana, adatto al lirismo del quartetto.

– Maletto

(Musica Jazz – maggio 2008)

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