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Pomigliano Jazz 2009, la magia dell’incontro

Domenica 12 luglio si è chiusa con un grande concerto dell’Orchestra Napoletana di Jazz la quattordicesima edizione di Pomigliano Jazz Festival.
Il leggendario Joe Lovano, Raiz, Capone, Don Moye e Ada Montellanico si sono uniti all’ensemble diretto da Mario Raja per omaggiare la canzone napoletana, dalla tradizione più antica (“Santa Lucia”, “Era de maggio”, “O sole mio”, “Torna a Surriento”), al passato più recente (“Tammurriata nera” e “Caravan Petrol” di Renato Carosone, “Lazzari felici” e “Jé so pazzo” di Pino Daniele, “Nun te scurdà ” degli Almamegretta), passando per una splendida rivisitazione di quella secolare “Canzone di Zeza” che è parte integrante dell’identità culturale di Pomigliano e del Vesuviano.

Sull’identità culturale di Pomigliano ha riflettuto anche la mostra fotografica “Linea di Produzione – Pomigliano tra fabbrica, cultura popolare e jazz”, di Luciano Ferrara, Roberto Masotti, Pino Miraglia e Silvano Caiazzo.
Ospitata presso il Museo della Memoria, visitabile fino al 27 luglio, la mostra si è sviluppata anche nel Parco Pubblico con quattro gigantografie sul Palco Centrale e tramite proiezioni su cui hanno suonato molti dei protagonisti del Festival, con immagini della mostra e dell’archivio degli ‘e Zezi Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco, insieme a contributi video tratti dal film “Carnevale Popolare a Pomigliano” di Salvatore Piscicelli e dall’archivio delle Nacchere Rosse.

La mostra è un omaggio ai lavoratori della Fiat di Pomigliano e del suo indotto, da diversi mesi alle prese con i drammi della precarietà economica e dell’incertezza dovuti ai rischi di chiusura o ridimensionamento della fabbrica.

A tutti loro è stata dedicata questa edizione del Festival e per tutti loro Anthony Braxton, William Parker e Famoudou Don Moye, tre maestri della musica afroamericana, si sono uniti a sorpresa in un’improvvisazione collettiva su immagini di operai di oggi e degli anni Settanta.

L’inedito incontro è avvenuto sabato dopo la grazia della suite per Miriam Makeba del William Parker Chamber trio, anche qui con un’applauditissima incursione di Don Moye, e dopo le lezioni sulla musica di universi paralleli donataci con il suo Diamond Curtain Wall Trio da Anthony Braxton, assente in Campania da circa vent’anni.

Ma il Festival 2009 ha dato spazio anche ad altri omaggi.
Come l’omaggio di Ada Montellanico a Billie Holiday nel cinquantennale della sua scomparsa, con le sue raffinatissime interpretazioni di “You’ve changed”, “Darn that dream” e “I cried for you”, accompagnata dalla O.N.J. e dal pianista Giovanni Ceccarelli.
Come le composizioni dense di lirismo che Stefano Battaglia ha dedicato a Pier Paolo Pasolini.
Come “About A Silent Way”, produzione di Itinera (l’etichetta di Pomigliano Jazz): un’affascinante fusione tra musica elettronica e jazz acustico che rende omaggio al capolavoro di Miles Davis “In A Silent Way” nel suo quarantennale, con il sound designer martux_m, Fabrizio Bosso, Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito.

Lo stesso Aarset, la sera precedente, ha incantato il pubblico con le mille alchimie sonore e le mille atmosfere cangianti provenienti dalla sua chitarra e dalle sue protesi elettroniche, suonando con il suo Sonic Codex quartet sulle sequenze fotografiche e filmiche controllate in tempo reale da Roberto Masotti, con il suo originale progetto “improWYSIWYG”, più volte sui palchi del Festival 2009 ad interagire con i musicisti.

La quattordicesima edizione è stata anche nel segno delle orchestre: l’Orchestra Napoletana di Jazz e la rinata Big Bang, dirette dall’impeccabile Mario Raja, e la coloratissima Orquestra Imperial, ensemble carioca che sabato ha fatto ballare e divertire fino a tarda notte gli oltre cinquemila spettatori assiepati nell’invaso del Parco Pubblico.

Pomigliano Jazz si conferma un importante laboratorio della scena jazzistica campana.
Oltre alla produzione del concerto-evento dell’Orchestra Napoletana di Jazz, il Festival ha affidato l’apertura ai virtuosismi e alla passione di Marco Zurzolo e la chiusura al grande interplay del trio di Giuseppe La Pusata con il progetto “Naissance”, suo esordio discografico targato Itinera.
Inoltre, le aperture delle serate di giovedì, venerdì e sabato sono state affidate a tre giovani e talentuosi pianisti campani. Mariano Bellopede, Francesco Marziani e Franco Piccinno hanno introdotto i concerti sul Palco Centrale con improvvisazioni di solo piano, due delle quali, quelle di Bellopede e Piccinno, interagendo con le immagini proiettate sullo schermo da Roberto Masotti.

Infine, posto d’onore ad uno dei grandi del jazz italiano: Enrico Rava, grande classe, a Pomigliano con un quintetto di musicisti formidabili e con un Gianluca Petrella come al solito entusiasmante.

Circa 50.000 gli spettatori accorsi nelle 4 serate, 14 concerti, più di 100 gli artisti intervenuti, 2 anteprime dei progetti di Itinera, 2 esclusive nazionali, più di 50 le persone di ogni età  che hanno seguito le guide all’ascolto tenute da Pietro Mazzone e Francesco Nastro, quasi 100 i bambini coinvolti nei laboratori creativi diretti da Elena Ceravolo, più di 70 i giovani del territorio impegnati nello staff, più di 1000 al giorno i visitatori del sito pomiglianojazz.com dall’inizio di luglio.

Sono i numeri di un’edizione ancora una volta ricca di temi, sorprese e produzioni inedite, ancora una volta di scelte coraggiose, ancora una volta premiate dal pubblico.

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