News

ANDREA SANTANIELLO: NELLA SCIA DEI GRANDI, MA ISPIRATO DA PINO

Sassofonista dalla musicalità verace e dal fraseggio istintivo, Andrea Santaniello è un puro talento del jazz tricolore, nonché autore di un nuovo disco intitolato RoseDawn”, prodotto dall’etichetta discografica Cat Sound e realizzato con la sua formazione As One Quintet. Il Parco delle Acque di Pomigliano d’Arco sarà il suggestivo scenario del suo concerto, in cui proporrà i brani tratti dal nuovo album.

La tua formazione è denominata As One Quintet. As one, in italiano, significa “come uno”. Da dove nasce l’idea di un nome così aggregante e significativo?
Il nome della formazione rappresenta la stima musicale reciproca e una grande amicizia che ci lega da tanti anni. È bello condividere e mettere a disposizione il proprio bagaglio di esperienze con cari amici, fondendo il tutto in musica per poi realizzare questo progetto.

Con questa formazione hai realizzato “RoseDawn”, un nuovo disco licenziato dall’etichetta discografica Cat Sound. Come nasce questo album?
La genesi del disco è molto divertente. Eravamo all’hotel Due Torri di Verona, per suonare in una programmazione organizzata dal trombettista Fabrizio Gaudino. Ad un certo punto eravamo pronti per eseguire una composizione scritta dal chitarrista Mino Lanzieri, che disse scherzosamente: «adesso suoneremo un brano senza titolo, se avete suggerimenti fatevi avanti». Dopo il concerto si avvicinò una persona molto distinta e disse: «Io un’idea ce l’avrei… il brano può intitolarsi RoseDawn, come il nome della mia compagna, e io vi produrrò il disco». Noi ci guardammo e, con un sorriso, dicemmo sì! Questa persona è Umberto Bonani, un grande amante del jazz e un uomo dalla sensibilità spiccata. Noi lo abbiamo ringraziato con questo piccolo lavoro musicale.

L’influenza di Miles Davis, Cannonball Adderley e Phil Woods corrobora decisamente il tuo concetto di jazz. Trai ispirazione da queste icone sacre anche a livello compositivo?
Miles Davis, Cannonball Adderley e Phil Woods sono solo alcuni nomi che hanno influenzato me e le tendenze musicali della mia formazione. Il quintetto di Charlie Parker, quello di Cannonball Adderley e Miles Davis con i suoi gruppi di “esploratori del jazz”, insieme a John Coltrane, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Ron Carter sono le maggiori fonti di ispirazione per me e per i miei compagni di viaggio, senza dimenticare Pino Daniele, per noi Pinuccio, che ha acceso la nostra passione. A lui dedichiamo gran parte delle nostre note.

Nel cd sono presenti solo ed esclusivamente composizioni originali. Visto e considerato l’ammirazione per le autentiche leggende sopracitate, non hai pensato di omaggiarle con un brano firmato da loro?
Il progetto nasce con tutti i brani originali, ma ogni composizione evoca un periodo storico e uno stile musicale. Patty, ad esempio, ricorda tanto il jazz suonato dalle grandi orchestre di Duke Ellington e Count Basie, Brother Maalf rievoca il periodo hard bop di Cannonball Adderley, Naghol fa venire in mente la pulsazione africana che ha fornito un grande contributo al linguaggio jazzistico, mentre RoseDawn è un brano dal time molto aperto che ricorda vagamente il periodo dell’”esplorazione musicale” di Miles Davis. Cerchiamo di omaggiare i grandi attraverso le nostre composizioni.

Nel tuo disco hai preferito la chitarra come strumento armonico invece del pianoforte. Da cosa è stata dettata questa scelta?
Ho utilizzato la chitarra per ottenere un colore e un sound diversi. Volevo una resa sonora più “aperta” e concedere maggiore libertà nei soli. Inoltre ho usato la chitarra sia per l’esposizione dei temi che, ovviamente, per l’accompagnamento armonico.

Cosa sarebbe cambiato dal punto di vista melodico, armonico e ritmico se avessi puntato sul pianoforte al posto della chitarra?
Sicuramente sarebbero cambiati il sound e il colore. È come un quadro, se cambi le sfumature e osservi l’opera intera ti suscita una sensazione diversa. Un determinato colore provoca un’emozione differente.

Quale obiettivo ti sei prefissato con il tuo nuovo capitolo discografico?
Il mio intento è quello di star bene con la mia musica e di emozionare chi ascolta. Per me è questo il più grande successo di un artista. Non mi interessa assolutamente diventare famoso.

Avrai la fortuna e l’onore di presentare RoseDawn al Pomigliano Jazz in Campania 2015, uno tra le kermesse più rinomate del jazz nostrano. Cosa ti aspetti da questo festival?
Conosco bene questa rassegna. Ricordo che, poco più che diciottenne, vidi alcuni concerti incredibili in cui suonavano Joshua Redman, Chick Corea e tanti altri. Nel 2007 suonai in questo festival con amici e musicisti eccezionali, come Daniele Sorrentino, Andrea Rea, Mario Toscano e Sandro Deidda. In quella occasione fu molto emozionante, come lo sarà anche questa volta.

Intervista a cura di Stefano Dentice – Sound Contest – Musica e altri linguaggi

AS ONE QUINTET | RoseDawn

Venerdì 11 settembre 2015 ore 20.30
Parco delle Acque – Pomigliano d’Arco (NA)

Ingresso gratuito

Share Button