DON PASTA: UNA COLONNA SONORA PER LA CUCINA ITALIANA
Don Pasta, all’anagrafe Daniele De Michele, nelle sue originalissime performances, propone musica cucinando. O, forse, cucina proponendo musica.
Come nasce l’idea di raccontare la cucina in musica e la musica in cucina?
Io sono salentino, giramondo, da sempre, dj e ho sempre avuto l’idea di mescolare le cose. Poi, girando il mondo, mi accorgevo che si andava perdendo l’elemento identitario del cibo e la cultura materiale dell’alimentazione del sud Italia da cui ero partito. La gente perdeva il riferimento ai codici comportamentali del cibo familiare, e così è venuto spontaneo mischiare la curiosità della ricerca nella musica, aperta a trecentosessanta gradi, con gli elementi identitari del cibo familiare che, per me, erano quelli salentini. Da questa cosa è nato nel 2004 Food Sound System che si è poi evoluto fino ad arrivare ad Artusi remix, omaggio a Pellegrino Artusi ed alla cultura dal cibo familiare.
Perché Artusi? Che significa per Don Pasta Pellegrino Artusi?
Beh, è il primo e l’unico che ha affrontato il racconto della ricchezza della cucina popolare in termini narrativi, culturali e affettivi; oggi rifare il lavoro in termini attuali in un’epoca in cui i concetti affettivi e culturali, in cucina, passano in secondo piano rispetto agli elementi tecnici.
Nel lavoro di Don Pasta (che, fra l’altro, è un economista) sembra trasparire un messaggio di anti globalizzazione, un desiderio di ritorno alle origini, forse anche un elemento di ridimensionamento dei falsi bisogni, se non addirittura uno sguardo al concetto di decrescita controllata…
In effetti i temi sono un po’ tutti questi, i costi culturali, prima che economici e sociali, di una globalizzazione che cancella certe cose; a fronte di questo c’è la bellezza del dono ricevuto nel modo di percepire il cibo che tiene conto di elementi culturali e sociali importanti. Valutare questi elementi non è in antitesi con la globalizzazione, usare musica che proviene dal mondo intero mi porta a non considerare gli elementi identitari in senso chiuso, al contrario, la globalizzazione dei saperi è assolutamente prolifica, la globalizzazione in senso consumistico va senz’altro contestata o, quanto meno, messa in discussione in senso critico. I codici di comportamento tramandati nella cucina familiare sono, per forza di cose, sani e sostenibili.
Che rapporto c’è tra l’improvvisazione in cucina e il jazz? Tra lo spartito e la ricetta, e la mancanza, la sostituzione o l’aggiunta di un ingrediente?
Assoluta, nel retro di copertina di Artusi remix c’è una frase di Omar Sosa, appassionato di cucina italiana, il quale dice proprio che la cucina italiana è come il jazz. Se fai funky usi il basso elettrico, se fai jazz usi il contrabbasso, insomma, se vuoi fare musica scegli un groove e poi ci improvvisi. Il che non vuol dire che puoi fare quello che ti pare in assoluto, ma che si può improvvisare partendo da regole e codici. E, se conosci la matrice della cucina italiana, puoi fare quello che ti pare…
A Pomigliano ci sarà un omaggio alla cucina napoletana. Che ci dobbiamo aspettare?
Questa è per me una cosa importantissima. Quando ho cominciato il lavoro di Artusi remix ho cominciato proprio dalla Campania, perché sono fermamente convinto che una cucina culturale collettiva non può che passare attraverso un patrimonio diffuso e ben conservato e la Campania è proprio uno dei luoghi dove questi saperi diffusi si conservano meglio. Ho incontrato amici di Pomigliano e di Somma Vesuviana con cui ho un intenso scambio di idee e ingredienti e che sono fondamentali per spiegare il mio rapporto con la cucina.
Intervista a cura di Maurizio Spennato – Sound Contest – Musica e altri linguaggi
Don Pasta | Cookin’ Dj Set – Food Remixes
Martedì 8 settembre 2015 ore 20.30
Parco delle Arti – Casoria (NA)
Don Pasta | Artusi Remix
con Marco Bardoscia e Raffaele Casarano
Sabato 12 settembre 2015 ore 23.30
Parco delle Acque – Pomigliano D’Arco (Na)
Ingresso gratuito



