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TULLIO DE PISCOPO: VIAGGIO NEL TEMPO CON VECCHI E NUOVI AMICI

Napoli Jazz Project è il nuovo progetto di Tullio De Piscopo e della sua band. Chi conosce e segue Tullio dagli inizi della sua carriera non può non ripensare alle rivisitazioni della melodia napoletana in chiave jazz che erano oggetto delle sue sperimentazioni musicali tra fine anni ’70 e primi anni ’80.

C’è molto del sound degli anni ’70 – ‘80, per questo piace molto questo progetto. Chi mi ha seguito nel tempo noterà un ritorno a quando si faceva musica in modo veramente innovativo, ritroverà miei brani famosi, come la ballad Namina, che nei vecchi dischi era suonata da Lucio Dalla e Pino Daniele, Stadera che era suonata da Don Cherry. Qualche standard di jazz, Ellington, Miles Davis, ma tutto con uno stile molto personale, che non fa riferimento a nessuno.

La tradizione napoletana ha avuto, e ha tuttora, grande influenza sulla produzione artistica di Tullio De Piscopo, e c’è sempre in scaletta qualche riferimento alla sua napoletanità, tra brani vecchi e nuovi.
Ci sarà la vecchia Tarantella dello scugnizzo rivisitata in chiave jazz… Ci sarà qualche brano nuovo, come Metropolitana, che rispecchia il traffico napoletano… Ma non credo che ne faremo un disco; oggi, fare un disco, è diventata quasi una perdita di tempo… siamo rimasti in pochi ad avere nostalgia per il vecchio vinile o anche per il CD. Oggi impera l’elettronica… c’è youtube…

Una caratteristica di Tullio De Piscopo è proprio quella di saper coinvolgere il pubblico in maniera naturale, spontanea, la gente si accorge che l’artista e intimamente coinvolto e partecipa con entusiasmo.
E’ una musica fresca e avvolgente, nei vari concerti che abbiamo tenuto da nord a sud abbiamo notato che la gente si rispecchia. Il mio pubblico deve sentirsi a suo agio, si deve aprire d’istinto e deve scattare l’applauso spontaneamente anche su qualche passaggio più delicato e difficile o su qualche interplay in cui ci confrontiamo tra musicisti. Io sono là per suonare e non penso ad altro. Il mio modo di suonare è questo, e credo che piaccia, se siamo arrivati fino ad oggi…

Anche la formazione che accompagna Napoli Jazz Project, rappresenta un ritorno ad amici e colleghi storici e di grande rilevanza artistica, come Joe Amoruso al piano e alle tastiere, Antonio Onorato alla chitarra e breath guitar, l’unica chitarra a fiato, Dario Deidda al bassista e contrabbasso. Ma anche di giovani musicisti, come Luigi Di Nunzio.
Sono sempre stato attento, ispirandomi ad Art Blakey, a cercare e scoprire nuovi talenti, come Larry Nocella, Luigi Bonafede, Flavio Boltro, e tanti altri. Quando ho pensato a questo mio nuovo gruppo ho sentito i vecchi amici che pensavo di coinvolgere e insieme abbiamo voluto un musicista giovane, aspro, come lo straordinario Luigi di Nunzio al sax, da tirare su, inserire e coinvolgere in questa formazione di vecchi volponi…

Discutendo con Tullio De Piscopo, l’argomento non può non toccare l’amicizia con Pino Daniele, il ricordo della strada artistica e umana che hanno percorso insieme per oltre trent’anni.
Il ricordo di Pino c’è sempre, nel cuore, ma non solo adesso che è scomparso, da sempre tra noi c’era un feeling molto forte, una cosa insolita tra musicisti, anche nei momenti difficili ci capivamo, quando c’erano dei dissapori e cercavamo di superarli insieme. Noi suonavamo anche quasi “telepaticamente”, anche da lontano, c’è stato sempre un rapporto molto bello, di grande rispetto e stima reciproca. Poi mi è stato vicinissimo in un momento difficilissimo e brutto della mia vita, durante una mia malattia in cui sono stato davvero malissimo… e che, per fortuna, ho vinto.

Intervista a cura di Maurizio Spennato – Sound Contest – Musica e altri linguaggi

Tullio De Piscopo Quintet | Napoli Jazz Project

Sabato 12 settembre 2015 ore 20.30
Parco delle Acque – Pomigliano D’Arco (NA)

Ingresso gratuito

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