FESTIVAL 2017 | STORIE DI JAZZ

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La mostra STORIE DI JAZZ 2017 è un ulteriore ampliamento di quella allestita per le precedenti edizioni del festival, la continuazione di un percorso che mira a creare una struttura stabile che raccolga, incrementi e qualifichi tutte le esperienze di questi oltre vent’anni di Pomigliano Jazz.

L’Associazione Pomigliano Jazz, e poi la Fondazione, hanno in questi anni portato il jazz, genere che ha influenzato e accompagnato tutti gli ambiti culturali e artistici dell’ultimo secolo, tra la gente. Non solo ospitando artisti di fama internazionale, ma anche organizzando guide all’ascolto e laboratori musicali per i più piccoli, creando interazione vera tra l’artista e un pubblico curioso, attento, anche solo di neofiti o semplici appassionati. E stimolando anche l’incontro tra i migliori talenti del territorio e musicisti già affermati provenienti da ogni parte del mondo, in una logica lungimirante. Attraverso queste piccole ma potenti azioni si è generato nei territori coinvolti un evidente cambiamento, a vari livelli e in diversi settori.

La mostra mette in evidenza tutto questo. Attingendo a piene mani all’archivio documentale (e non solo) digitale della Fondazione Pomigliano Jazz per raccontare sei storie, le più significative tra quelle vissute a partire dal 1996, anno della prima edizione del festival, fino ad oggi.

Per la XXII edizione, si aggiunge la sezione COVER ART ‘N’ JAZZ reload, che riprende il lavoro di ricerca svolto negli anni dal festival, in un nuovo allestimento multimediale delle opere di grandi artisti, disegnatori e fotografi, realizzate per altrettanto famosi musicisti; un’esposizione delle più belle e significative copertine di album di musica jazz, partorite dalla creatività di Andy Warhol,  David Stone Martin, Irving Penn, Corky McCoy, Mati Klarvein, Pete Turner, Toni Fessel, e di tanti altri sperimentatori dell’arte visiva. L’allestimento raccoglie i materiali più belli e significativi di 3 mostre realizzate nelle precedenti edizioni del Pomigliano Jazz: Art Made – copertine realizzate da artisti;  I colori del Jazz – cover disegnate da illustratori;  We Insist – opere in bianco e nero realizzate da fotografi.

STORIE DI JAZZ 2017 è una mostra itinerante, raccontata in alcune delle location del Festival 2017, che rappresenta un ulteriore tassello verso la completa fruibilità, per appassionati e studiosi, dell’ingente materiale prodotto e conservato finora dalla Fondazione Pomigliano Jazz, attraverso le più moderne tecnologie digitali, multimediali e multicanali.

Nella Green Jazz Zone saranno posizionati dei giradischi per l’ascolto di dischi in vinile degli artisti esibitisi nelle passate edizioni del Festival e saranno proiettati DVD con i concerti nelle passate edizioni del Pomigliano Jazz Festival. La mostra rientra a pieno titolo nel progetto Green Jazz. Pertanto sono utilizzati materiali eco-sostenibili per gli allestimenti e i supporti grafici, illuminazione a basso consumo per gli stand e lampade a LED e carta riciclata per i materiali stampati.

POMIGLIANO | STORIE DI JAZZ 2017 racconta le seguenti storie:


THIS IS THE END? | Le storie non finiscono

Con i grandi insediamenti di Alfasud e Alenia, Pomigliano è stata uno dei simboli dell’industria del Mezzogiorno. Poi la dismissione del grande polo siderurgico di Bagnoli a metà degli anni ’90 mise fine alla storia. Ma le storie non finiscono mai veramente. L’energia non si crea e non si distrugge: l’energia si trasforma. E tutta l’energia del fuoco e dei movimenti, a Pomigliano, si è trasformata.
Le esperienze, i confronti, gli scambi sono confluiti in un ambito diverso, alla ricerca della colonna sonora che non hanno mai avuto. E l’hanno trovata nella musica più di tutte capace di raccontare le commistioni e le contaminazioni, uno stile di vita che programma ma non troppo, arrangiamento e improvvisazione, e un tempo, per disgrazia o per fortuna, mai uguale a se stesso. Il Jazz.

JAZZ FEVER | Quando venne il Jazz

Pomigliano Jazz nasce con l’idea di un “festival per tutti”, in collaborazione con Umbria Jazz. Da Perugia arriva Herbie Hancock, per un battesimo di eccezione, insieme a Dave Holland e Craig Handy.
Il Festival diviene in pochi anni la festa di una città. Tutti i concerti sono di alto spessore. Dall’Art Ensemble Of Chicago, con un prezioso promemoria di avanguardia musicale, fino a Chick Corea. Nel 2001 il suo concerto rappresenta uno spartiacque. 15mila persone rispondono in coro alle note di “Spain”, il pianista scatta foto all’immensa platea. Pomigliano Jazz non è più (solo) la festa di una città.

THE GIANTS | I grandi del Jazz

Con gli artisti che si sono esibiti sui palchi del Pomigliano Jazz nell’arco di 20 anni si potrebbe scrivere una piccola storia del jazz. Da leggende viventi come Roy Haynes e McCoyTyner al mito dell’Art Ensemble of Chicago, da Charlie Haden e Carla Bley, accolti da 15mila spettatori, ai nostri Giorgio Gaslini, Paolo Fresu o Enrico Rava.

RETURN WAVE | La musica che resta

Pomigliano Jazz non è solo concerti. La guide all’ascolto, durante le quali musicisti e critici presentano artisti, album, libri, pezzi di storia del jazz, sono state seguite da centinaia di appassionati e curiosi.
Altrettanti sono stati i bambini coinvolti in colorati laboratori, nei quali si è insegnato loro a costruire strumenti musicali dai materiali di scarto o a seguire il tempo del jazz attraverso la creazione di animali fantastici (laboratorio “A Bao A Qu”) che poi diventano improvvisazione musicale.
Per alcuni giovani e appassionati spettatori la musica è diventata una professione.

VESUVIUS | Jazz in Campania

Dal 2011 Pomigliano Jazz allarga il suo impegno culturale a tutto il territorio vesuviano. Intensa è la partecipazione agli itinerari turistici ed enogastronomici che hanno come meta il Parco Nazionale del Vesuvio e del Parco Naturale Regionale del Partenio, i palazzi e i borghi medioevali di Ottaviano, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia e Sant’Anastasia, le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, i siti archeologici di Castellammare di Stabia, Cimitile, Pollena Trocchia, Somma Vesuviana, Avella. Ad arrivare fin sul cratere del Vesuvio, palcoscenico nel 2014 di un concerto in prima mondiale.

NAPOLITANS | L’orchestra napoletana di Jazz

E’ del 2005 la prima uscita dell’Orchestra Napoletana di Jazz, una formazione che riunisce alcuni fra i migliori talenti della scena jazzistica campana, diretta dal 2007 da Mario Raja.
Da allora ha incontrato tanti protagonisti della musica internazionale in un interessante intreccio di composizioni di estrazione afroamericana e riletture di classici della tradizione partenopea. Da Archie Shepp a Joe Lovano, da Richard Galliano a Randy Weston, da Famoudou Don Moye a Arto Lindsay.

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