Il Carcavone di Pollena / Nel cuore della “montagna

Il viaggio jazz intorno al Vesuvio doveva partire in cima al gran cono, ma a causa del maltempo il primo concerto di Louis Sclavis, apertura della XXIII edizione di “Pomigliano Jazz”, è stato rinviato a sabato prossimo (8 settembre). E allora attacchiamo la “montagna” da un altro versante: quello di Somma, che pure ha le sue suggestioni. Il musicista e compositore lionese ci aspetta ai conetti del Carcavone, nel fresco pomeriggio di domenica.

Siamo a un paio di chilometri scarsi dal centro di Pollena Trocchia e dalla Statale. Ma tutto ciò che ricorda la città sembra incredibilmente lontano. La vegetazione vesuviana ci circonda. Odora di pino, di alloro, di rosmarino. Piccoli rapaci volteggiano ogni tanto nell’aria tersa, e guardano incuriositi la gente che si incammina. Salendo verso la location del concerto si ha il senso di un grande vuoto, sarà forse perché questa era una cava, anche se ormai inattiva. Le guide dell’associazione “Liberi pensieri” ci portano nel cuore del Carcavone, fino ai conetti vulcanici: tre antichissime bocche eruttive, precedenti alla grande eruzione del 79 d.C. che distrusse Pompei e che sconvolse l’area vesuviana. Sono in pratica tre piccoli vulcani, che si aprirono sulle pendici dell’antico Somma.

Visita ai Conetti Vulcanici Pomigliano Jazz  2018

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Louis Sclavis ci aspetta proprio sotto uno dei conetti. Sembra davvero un vulcano sezionato, aperto a metà, nel quale si può chiaramente distinguere il sedimento rossastro e sanguigno della lava, che migliaia di anni non sono riusciti a lavare via. Sclavis parla un po’ in francese, un po’ in inglese: «Suonare qui è fantastico – dice subito – perché il pubblico che viene fin qui non si aspetta il solito concerto, e tu devi inventarti qualcosa per loro». È elegante e cortese. Mentre parliamo, monta lo strumento, dice che deve stare attento perché più tardi scenderà l’umidità. È un clarinetto basso, la cui forma ricorda quella di un sax. Imbocca l’ancia e soffia. Escono un paio di note gravi, e poi va su verso le ottave acute: «Ho scelto questo strumento perché mi permette di spaziare, di scendere e salire».

Intanto, comincia a salire il pubblico. Sotto il conetto, ci sono i colorati “piennoli” di pomodori rossi e gialli delle aziende vesuviane del circuito “Slow Food”. Luigi Russo e Consiglia Caliendo della vicina Somma, che propongono un “boccacciello” con fagioli, baccalà e pomodorini. Non manca il vino delle cantine locali, e persino una birreria artigianale che è proprio di Pollena Trocchia. Tra i musicisti si aggira Enzo Caiazzo con la sua troupe, che sta girando un documentario intitolato “Storie di Jazz”.

Il concerto comincia al tramonto. La luce si riverbera sul rosso bruno della lava. E la musica sale, lungo una “forza antica” che dal basso si libera verso l’alto. «Io non compongo per un genere, ma per i musicisti – dice Sclavis – la mia musica è innanzitutto un incontro». Accanto a lui, ci sono Benjamin Moussay al pianoforte, Sarah Murcia al contrabbasso e François Merville alla batteria. Il fraseggio melodico del clarinetto è netto, in alcuni momenti è capace di farsi il silenzio intorno. Il pubblico assiste al concerto seduto a terra su grossi cuscini. C’è un’aria serena, perché il luogo e la musica sono pacificatori. Anche se le vacanze sono finite, e sta per ricominciare tutto daccapo.

(Giuseppe Pesce)

 

Formazione
Louis Sclavis (clarinetto basso)
Dominique Pifarely (violino)
Sabato 8 settembre ore 18 – Cratere del Vesuvio
LOUIS SCLAVIS – DOMINIQUE PIFARELY  DUO
Concerto al tramonto – Ingresso 25 Euro + prevendita
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