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Didascalie d’autore, sei scatti a Dave Holland per il live 2005 al Pomigliano Jazz in Campania

di Pino Miraglia

Era il sabato del 16 luglio 2005, percorrevo la statale 162 in direzione Pomigliano D’Arco, abbastanza velocemente e leggermente ansioso. Ansioso perché, Onofrio Piccolo, anima e organizzatore del festival Pomigliano Jazz in Campania, mi aveva informato che i sound check sarebbero iniziati intorno alle 16 ed io ero ancora in auto alle 16.30. Era il quarto appuntamento della decima edizione ed era anche la giornata clou del festival dove si esibivano nella stessa serata alcuni grandi: McCoy Tyner e Dave Holland. Il mio interesse musicale, prima che fotografico, era enorme ed anche se ero eccitato all’idea di vedere scorrere le dita sul piano di McCoy Tyner nella sicurezza di ritrovare gli echi storici delle atmosfere coltraniane, devo dire che in realtà il mio primario interesse era vedere, ascoltare e fotografare Dave Holland.

Dave Holland al Pomigliano Jazz Festival 2005

Dave Holland, infatti, mi apparteneva di più per vari motivi squisitamente personali. Provenendo dal rock, dopo la metà degli anni Settanta mi sono accostato al jazz grazie al recupero e quindi al riascolto più maturo di alcuni album che giacevano a casa del mio migliore amico e partner musicale da quando avevamo 11 anni. Gli album in questione erano “Bitches Brew” di Miles Davis, “Hot Rats” di Frank Zappa, “Africa ’70” di Fela Kuty e Ginger Baker, “Napoli Centrale” di James Senese e “Abbiamo tutti un blues da piangere” del Perigeo. Negli anni ’80, abbandonato del tutto la mia passione adolescenziale per l’hard rock, seguivo le varie tendenze rock musicali che con fatica andavano a cercarsi un’identità e in questo periodo di suono/confusione però, puntualmente mi rifugiavo nelle braccia di Frank Zappa (sempre), in quelle di Chick Corea e delle sperimentazioni ECM. In questi momenti di ascolto, tra un pensiero teatrale e una menata esistenziale, ritrovavo sempre il suono di Dave Holland, che sicuro mi diceva “chest’è!”. Bene, arrivo sul palco e c’era una grande tranquillità. Intorno al palco e nell’area del Parco Pubblico invece tutto lo staff era impegnato in una frenesia silenziosa di preparativi. La big band di Holland era tutta già in posizione. Io accedo dal retro e noto subito la custodia (consumatissima e piena di etichette di viaggi) del suo contrabbasso. I primi due significativi scatti sono già in saccoccia. Mi metto ai margini del palco ed ascolto, osservo ed ogni tanto scatto, giusto per.

Dave Holland al Pomigliano Jazz Festival 2005 foto 2

Holland è sereno (come potrebbe non esserlo) professionale (come potrebbe non esserlo). Inforca un paio di occhiali per leggere meglio lo spartito, poi li toglie. Dà indicazioni semplici, con cenni appena percettibili. Uno sguardo al batterista, uno alla sezione fiati, un sorriso al vibrafonista al suo fianco, Steve Nelson. Nulla più. Non sembra il leader di una band che porta il suo nome, ed è per questo che capisco che è un vero leader. Monterey suite e poi un altro. Due brani senza intoppi ed è già aurea. Mi metto alle sue spalle con il mio 24 mm. principalmente per capire cosa vede davanti a sé, oltre al suo contrabbasso. Cinque scatti, giusto per definire una prossemica che mi dia sicurezza dopo, capire la sua tolleranza ai fotografi sul palco. Mi ritiro e ascolto.

Dave Holland's double bass keeper

Il sound check è finito, anche velocemente. Holland rispetta i tempi organizzativi, sa che da lì a poco sarebbe giunto McCoy Tyner per il suo di check. Mi avvicino, lo saluto e gli chiedo la possibilità di fargli un ritratto. E’ disponibile, accenna un sorriso, ma non di circostanza. Vuole indicazioni, gli chiedo di tenere il suo contrabbasso con sé. Gli giro un po’ intorno e faccio i miei due scatti. Si accerta che ho finito e mi ringrazia. Un ragazzo dello staff ne approfitta e si fionda per farsi fare una foto, lui disponibile, tranquillo come la musica jazz, si presta alla foto ricordo. Io e il ragazzo lo ringraziamo, lui ringrazia noi. Lui si congeda con educazione. Lo lascio andare e lo ringrazio di nuovo, col cuore.

 

Holland pomigliano jazz

Dave Holland al Pomigliano Jazz Festival 2005 Pino Miraglia

Dave Holland al Pomigliano Jazz Festival 2005

AZIZA quartet: Holland, Potter, Loueke, Harland
Lunedì 29 ottobre, ore 20.30
Teatro Gloria – Pomigliano d’Arco
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